Generazione Peppa Pig

‘’Un giorno stavo tranquillamente leggendomi il giornale quando ho sentito la voce dell’agente Mulder che invece di elaborare teorie sugli alieni si mescolava ai grugniti di George e gli altri maialini amici di Peppa. Lì ho capito che era …Leggi tutto

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‘’Un giorno stavo tranquillamente leggendomi il giornale quando ho sentito la voce dell’agente Mulder che invece di elaborare teorie sugli alieni si mescolava ai grugniti di George e gli altri maialini amici di Peppa. Lì ho capito che era l’inizio della fine, pensavo che una volta uscito dal tunnel dei Tele Tubbies il peggio fosse passato. Nei miei incubi notturni ‘’tante coccole’’ è stato sostituito dai maialini che ridono e si buttano per terra a pancia all’aria’’.

Esordisce così Lorenzo, padre di Barnaba, 4 anni, il suo bambino Peppa pig Addicted. ‘’Quando la mattina presto dico a Barnaba che l’inizio di Peppa Pig è lungo a venire , il piccolo mi trascina al computer e mi costringe con fare minaccioso a connettermi a youtube per vedere delle puntate a caso, fossero anche in spagnolo. Devo dire che nelle puntate in tedesco i doppiatori sono spassosissimi.’’

Lorenzo fa l’educatore di strada, e ogni giorno si scontra con le varie dolenze della nostra società. ‘’Peppa pig è un virus benefico autoimmunizzante. Ipnotizza meno dei Tele Tubbies, ma appunto perché rassicurante risulta più subdolamente efficace. Alle 7 di ogni giorno la nostra famiglia si ferma per il tempo necessario delle puntate di Peppa Pig, altrimenti Barnaba diventa come i Gremlins una volta bagnati. Detesto Peppa Pig perché mi impedisce di guardare i miei cartoni animati preferiti, ‘’Pinguini di Madagascar’’, mentre mia moglie si accontenterebbe di un normalissimo telegiornale. In quella fascia oraria gli altri due figli sono fuori gioco. Il padre di Peppa poi, è lo stereotipo del padre perfetto: gioca sempre con i figli, impacciato, ingrassato e bonario. Io sono alto, prestante, e ho fatto apposta tre figli perché giochino tra di loro lasciandomi in pace. Non c’è partita, sono perdente su tutti i fronti. Non mi resta che riderci sopra, non prima di essermi buttato per terra a pancia all’aria. Ma a 48 anni alla lunga il mal di schiena poi non passa più’’.

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