Juve: Barzagli, un centrale da Barcellona

Se mai dovesse arrivare a Torino una proposta indecente per Andrea Barzagli da parte di un top club europeo (Barca, Manchester, Real, uno di questi qui) cosa dovrebbe fare il buon Marotta? Barzagli al Barcellona? Sembra Fantacalcio, vero? Poi …Leggi tutto

Andrea Barzagli in allenamento a Vinovo (Jonathan Moscrop - LaPresse)

Andrea Barzagli in allenamento a Vinovo (Jonathan Moscrop - LaPresse)

Bar Sport: la terza stellaSe mai dovesse arrivare a Torino una proposta indecente per Andrea Barzagli da parte di un top club europeo (Barca, Manchester, Real, uno di questi qui) cosa dovrebbe fare il buon Marotta? Barzagli al Barcellona? Sembra Fantacalcio, vero? Poi però non dite che non ve l’avevamo detto. Perché Barzagli può giocare ovunque: a qualunque livello.

E’ la storia della sua vita (calcistica), o delle sue vite. Perché Andrea Barzagli da Fiesole è uno che di vite ne ha già vissute cinque o sei.

Da quando a 17 anni esordisce nella prima squadra della Rondinella (Serie D) e, in mezzo a una risma di vecchie volpi della categoria, si afferma subito. Stesso discorso ad Ascoli, dove in due anni scala altre due categorie (C1 e B).

Lo chiama il Chievo in Serie A, non è difficile pronosticare una stagione poco più che da riserva per quel ragazzo che fino a due anni prima giocava in serie C. Invece ancora una volta ad Andrea Barzagli la vita cambia in un attimo; subito titolare in Serie A, nel Chievo dei miracoli di Gigi Del Neri, alla sua ultima rappresentazione in terra scaligera. Segna anche tre gol nella stagione d’esordio in serie A, diventando uno dei giovani difensori più chiacchierati dagli operatori di mercato.

Lo acquista il Palermo di Zamparini e qui una nuova re-incarnazione: arriva nel capoluogo siciliano da giovane promessa e lascia da capitano, recordman di presenze europee e campione del mondo.

Perché nel frattempo, di lui, un difensore normale in mezzo ai fenomeni veri (Nesta e Cannavaro) e mediatici (Materazzi), non se ne parla mai, ma il contributo che dà all’Italia nella vittoria del 2006 è tutt’altro che marginale. Per intenderci gioca più minuti di un campionissimo come Pippo Inzaghi.

Dopo il mondiale nessuna squadra italiana di livello decide di investire su di lui, sembra inadeguato a comandare la difesa di un club in lotta per scudetto e Champions, e così finisce in Germania. Certo la Germania, era già nel suo destino, lì aveva vinto già un Europeo U-21 e una Coppa del Mondo.

Al  Wolsburg vince un’altra sfida, nella sua nuova vita teutonica. Se qualcuno lo considerava inadeguato a un club da scudetto in Italia, in Germania dimostra che quei “qualcuno” si erano sbagliati di grosso. Al primo anno vince subito la Bundesliga.

E ancora una volta dimostra che lui ad alti livelli ci può stare eccome. L’anno seguente si prende anche il palcoscenico europeo più prestigioso: esordendo da titolare in Champions League.

E quando a gennaio arriva la chiamata della Juve, i soliti pregiudizi lo accolgono a Vinovo, bollato subito come ennesimo acquisto mediocre di Marotta, in pochi si ricordano che Andrea Barzagli è uno dei pochi giocatori italiani a non aver mai fallito una stagione: a qualsiasi livello.

Sempre titolare in D, C2, C1, B, A, Europa League,  Bundesliga  e Champions; e in nazionale la sua crescita è stata altrettanto costante: U20, U21, Nazionale A, e con ogni rappresentativa è riuscito a portare a casa anche un titolo. Europeo U-21, medaglia di bronzo Olimpica, Coppa del Mondo.

In Italia in pochi hanno la sua storia calcistica, la sua maturità e le sue doti tecnico-tattiche.

Barzagli compensa perfettamente l’irruenza, a tratti eccessiva, di Giorgio Chiellini. E per concentrazione e attenzione è attualmente uno dei migliori centrali in circolazione.

Ma ancora in molti storcono il naso a vederlo titolare in una Juve con ambizioni da scudetto. Invece le ambizioni tricolori della squadra di Conte passano proprio da lui  che in una squadra da scudetto ci può stare eccome.

Perché, la sua storia lo dimostra, può giocare a qualsiasi livello. E se domani gli dicessero di andare a giocare nel Barcellona dei miracoli, statene certi che un posto importante se lo ritaglierebbe anche lì.

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