Il calcio alle 19 di lunedì, oltraggio alla passione

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Gli argomenti di oggi sono tanti ma ho deciso di concentrare la mia attenzione su una tematica che non c’entra con il pareggio a Firenze. Quindi, prima di condividere con voi il tema quotidiano, ecco tre punti che non voglio escludere dal post di oggi:

1) complimenti con il cuore a Nenad Krsticic che a Firenze ha segnato la sua prima rete in serie A. La sua è una fiaba che porta i colori più belli del mondo, i nostri. Dal brutto male che gli aveva fatto intravedere la fine ad un sogno che non si arresta. Il ritorno in campo, la promozione da protagonista dello scorso anno, la convocazione in nazionale serba, il primo gol in A. Complimenti ragazzo, i doriani ti abbracciano.

2) Maurito. Monumental, come lo stadio. Faccia da bimbo ma cuore e grinta da guerriero. Lotta su ogni pallone, fa reparto da solo, corre, ripiega, gioca di sponda, serve l’assist a Nenad, confonde Rodriguez per il momentaneo vantaggio. Nessuno avrebbe mai pensato fosse capace di fornire prestazioni di questo livello: gli vogliamo tutti più bene giorno dopo giorno. In tre partite mi è piaciuto più di Lopez: più grinta, più forma fisica, più fame.

3) Un pensiero a Sergio Romero e alla sua piccola Chloe. Il portierone ha fatto avanti e indietro anche dal Gaslini per diverse settimane e ora è partito per l’Argentina per raggiungere la sua bimba di due mesi. Forza piccolina, forza Sergio.

Terminata la premessa vorrei ora concentrarmi sul tema di oggi: lo sdegno verso il calcio moderno e il suo folle ingranaggio. La prossima partita della Sampdoria verrà giocata lunedì 10 dicembre alle 19, un orario privo di ogni logica anche se si prova a considerarlo con il fuso orario. La motivazione ufficiale è che l’Udinese, già eliminata, gioca giovedì contro il Liverpool. Bah.

Il calcio di un tempo, quello che si giocava alle 15 di domenica, prendeva in considerazione la gente che lavorava. Questo calcio, spezzatino e da salotto, prende in considerazione chi guadagna e paga.

Al lunedì alle 19 la gente esce dagli uffici, non va allo stadio. Lunedì alle 19 è troppo tardi per fare aperitivo e troppo presto per cenare, ma ormai il pubblico da stadio è visto unicamente come cornice a quello che guarda le partite in tv. Settimana scorsa hanno giocato ogni giorno ad ogni ora, di questo passo tra due o tre anni faranno le partite alle tre di notte, per intercettare chi esce dalle discoteche. E’ il calcio malato, metafora perfetta della società italiana allo sbando, con sempre meno esempi da seguire e i ricordi messi a sbiadire. D’altra parte quando vedi un attaccante con il 12 sulla maglia vuol dire che qualcosa è andato storto. Il 12 non può essere Giovinco, il 12 è Nuciari. Lunedì prossimo alle 19 Marassi sarà pieno comunque, ci organizzeremo per esserci, come sempre. Spero solo che ci sia modo di sottolineare la pena pena per questo calcio, per uno sport stuprato dagli interessi di gente che lucra sulle passioni. Come al solito lo griderà la gradinata Sud, chi non vuole sentirla può abbassare il volume.

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