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Salute

Stare seduti a lungo fa male al cuore

Indipendentemente dall’esercizio fisico, passare troppo tempo sulla sedia (o divano) aumenta l’insorgere di coronaropatie

Quanto tempo passate seduti alla scrivania in ufficio e davanti al computer o alla tele in casa? Sappiate che ogni ora in eccesso può accorciarvi la vita.

In America la chiamano “sitting disease”, che in italiano suona come “malattia dello stare seduti” (“malattia del sedere” è fuorviante e fuori luogo), anche se non è una vera e propria condizione patologica, bensì un’abitudine dannosa per la salute.

Restare seduti troppo tempo aumenta infatti il rischio di insorgenza di patologie cardiocircolatorie. Anche se fi fa esercizio fisico.

Al 64th Annual Scientific Session dell’American College of Cardiology è stata presentata una nuova ricerca che dimostra un’evidente associazione tra l’eccessiva permanenza sulla sedia e l’incremento di calcificazione delle coronarie, patologia anticamera non solo di gravi malattie cardiovascolari (come l’infarto del miocardio), ma anche tra le cause di disfunzione erettile e numerosi altri problemi di salute.

Le calcificazioni delle coronarie sono placche di calcio che si depositano sulle pareti arteriose, restringendole. È una forma di aterosclerosi molto comune soprattutto negli uomini e che si rileva tramite scan non invasivi simili alla Tac. Le scansioni a raggi X infatti forniscono una mappa dei depositi di calcio nelle coronarie e le dimensioni del loro spessore in soli 10’ mentre il paziente sta sdraiato all’interno dell’apparecchio.

Ricercatori guidati da Jacquelyn Kulinski, professore di medicina cardiovascolare al Medical College of Wisconsin, hanno analizzato le immagini delle Tac di oltre duemila soggetti adulti dopo aver monitorato il loro livello di attività fisica tramite rilevatori di movimento (dispositivi simile agli accelerometri contenuti negli smartphone) così da avere l’esatta valutazione per ogni individuo del tempo passato seduto. “È un modo più efficace e oggettivo per registrare l’attività motoria dei partecipanti rispetto a fargli riempire questionari sulle loro abitudini” dice la Kulinski.

Dai risultati è emerso che mediamente ogni persona sta seduta cinque ore al giorno, ma i soggetti più anziani o con un alto indice di massa corporea, diabetici o sofferenti di ipertensione sono molto più sedentari.

La ricerca ha mostrato che ogni ora trascorsa da seduti è associata a un aumento del quattordici per cento nella formazione di calcificazioni coronariche.

E che viceversa non c’è la stessa associazione tra la patologia e il tempo dedicato all’esercizio fisico. “Il nostro studio non ha rilevato una riduzione del rischio proporzionale all’aumento dell’attività fisica: in altre parole, proprio lo stare seduti ha un impatto maggiore sullo sviluppo di questa patologia rispetto all’esercizio e fare fitness non riesce a mitigare del tutto il rischio; anche se ovviamente più ci si dedica, meno si sta fermi e questo contribuisce notevolmente come prevenzione”.

 

Che cosa ci dice di nuovo questo studio? Secondo la ricercatrice americana è importantissimo perché ha individuato un altro fattore di rischio per le coronaropatie. Sul quale si può agire dunque in termini di prevenzione. Esempio? “Ridurre il tempo passato alla sedia facendo una passeggiata nella pausa pranzo, camminando mentre si risponde al cellulare e facendo le scale invece di prendere l’ascensore”.

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