Home » Attualità » Cronaca » Garlasco, perché l’interrogatorio di Stasi scagionerebbe Sempio (almeno secondo la sua difesa)

Garlasco, perché l’interrogatorio di Stasi scagionerebbe Sempio (almeno secondo la sua difesa)

Garlasco, perché l’interrogatorio di Stasi scagionerebbe Sempio (almeno secondo la sua difesa)

Liborio Cataliotti spiega perché le dichiarazioni di Alberto Stasi sui video intimi potrebbero favorire il suo assistito

L’avvocato Liborio Cataliotti ne è del tutto convinto: le dichiarazioni rese da Alberto Stasi il 20 maggio 2025 davanti al procuratore Fabio Napoleone, presso la Procura di Pavia, potrebbero rivelarsi un elemento a favore del suo assistito Andrea Sempio. Lo ha dichiarato martedì 9 giugno, intervenendo alla trasmissione Ignoto X.

Il nodo centrale riguarda i video intimi che ritraevano Stasi insieme a Chiara Poggi. L’ex fidanzato della vittima ha affermato di «non avere notizia che quei video siano circolati». Una frase, apparentemente semplice, che per la difesa di Sempio assume tuttavia un peso specifico notevole.

Cosa emerge dalla consulenza tecnica

A rafforzare questa lettura vi è la consulenza firmata dal perito informatico Paolo Dal Checco, depositata dalla Procura di Pavia nell’ambito dell’ultima inchiesta sul delitto di Garlasco. Secondo l’analisi, difatti, i quattro filmati, uno dei quali suddiviso in tre parti e un altro datato 1° maggio 2007, «non sono fino a prova contraria mai stati visti da terze persone che non fossero Chiara». Cataliotti e la collega Angela Taccia hanno sottoposto la consulenza ai propri esperti, che ne hanno confermato le conclusioni.

A loro avviso, dunque, siccome i video non sono mai circolati, cadrebbe l’ipotesi che il 38enne potesse essere entrato in possesso di uno di essi. Un passaggio che la difesa considera dirimente.

La distinzione che cambia tutto per il caso Garlasco

Durante la trasmissione, il conduttore Pino Rinaldi ha elogiato la correttezza di Stasi, che «avrebbe potuto fare qualche battuta o far sospettare». Cataliotti, tuttavia, lo ha subito corretto: «Era sotto giuramento, però». Al che Rinaldi ha replicato laconicamente: «Guardi, sotto giuramento ho sentito delle cose incredibili».

L’avvocato ha quindi chiarito un punto tecnico essenziale. Quello del 20 maggio non è stato un interrogatorio in senso stretto, ma un «esame di teste assistito»: Stasi ha deposto sotto giuramento sulla posizione di altri. E qui sta la differenza sostanziale: «L’imputato può mentire», ha precisato Cataliotti, «il testimone assistito no».

© Riproduzione Riservata