178868009
Salute

Fare poca attività fisica “restringe” il cervello

Nei 40enni che praticano scarso esercizio fisico aumenta il rischio di declino cognitivo e invecchiamento cerebrale in età senile

Quarantenni fate attenzione: se non siete avvezzi a svolgere un’adeguata attività fisica correte seriamente il rischio che il volume del vostro cervello cominci a ridursi a partire dai sessant’anni.

Il che, a quell’età, è un indicatore che sta avvenendo un’accelerazione del processo di invecchiamento cerebrale, con conseguente insorgere precoce del declino cognitivo.

Lo afferma una ricerca appena presentata all’American Heart Association EPI/Lifestyle 2015 meeting. “I vasi sanguigni che irrorano il cervello, specialmente i capillari, sono vulnerabili ai cambiamenti della pressione arteriosa” spiega Nicole Spartano, ricercatrice presso la Boston University School of Medicine e prima autrice dello studio.

“Ed eventuali danni vascolari nell’encefalo possono contribuire a modificarne la struttura e provocare deterioramento cognitivo”.

Nei soggetti sedentari si osserva spesso una maggior aumento della pressione sanguigna e del battito cardiaco quando eseguono moderate sessioni di fitness rispetto alle persone in buona forma fisica. “Abbiamo voluto quantificare e individuare la relazione tra queste fluttuazioni pressorie e cardiache durante l’esercizio fisico con le variazioni strutturali del cervello che si verificano poi con l’avanzare dell’età” dice la Spartano.

I ricercatori hanno così esaminato i dati raccolti durante lo studio osservazionale Framingham Offspring Study, condotto negli anni settanta su oltre milleduecento soggetti con età media di 41 anni e senza problemi cardiaci o neurodegenerativi (a quell’epoca) e sottoposti a sessioni di fitness con tapis roulant.

A partire da inizio millennio, quando gli individui avevano raggiunto mediamente i sessant’anni, sono stati eseguiti sugli stessi dei test per valutare il deterioramento cognitivo e risonanze magnetiche a immagini (MRI).

Risultato: le persone che a quarant’anni svolgevano scarsa attività fisica e che avevano un anomalo aumento della pressione diastolica (la minima) o della frequenza cardiaca sul tapis roulant hanno mostrato (a sessant’anni e più) una riduzione del tessuto cerebrale e hanno ottenuto un punteggio molto basso nei test.

Inoltre le immagini delle MRI hanno evidenziato un’associazione tra alta pressione diastolica a riposo e diminuzione del volume del lobo frontale (l’area del cervello che gestisce l'attività motoria acquisita e la pianificazione e l'organizzazione del comportamento) a discapito dell’aumento della sostanza bianca (il cui aumento, proporzionale con l’età, riduce il flusso sanguigno cerebrale).

“La scarsa attività fisica nelle persone di mezz’età può dunque essere collegata con il futuro deterioramento precoce del cervello. In particolare lo studio ha dimostrato che ogni sette punti di pressione diastolica e ogni otto battiti cardiaci in più rispetto ai coetanei abituati a fare sport sono equivalenti a sei mesi di invecchiamento cerebrale”.

“Prendetevi cura del vostro cervello sin d’ora. A quarant’anni non è troppo presto per preoccuparsene, anzi: svolgere regolare e adeguato esercizio fisico vi proteggerà in futuro dall’invecchiamento cerebrale” ammonisce la ricercatrice. “E per noi sarà interessante vedere se e come i soggetti dello studio svilupperanno demenza senile nel prossimo decennio”

© Riproduzione Riservata

Commenti