Dopo il faccia a faccia con Papa Leone XIV, oggi il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha continuato il suo tour italiano con l’attesissimo incontro con la premier Giorgia Meloni, in quello che potremmo definire un tentativo di ripristinare i rapporti tra Roma e Washington.
Una visita che ambienti di governo hanno definito “di cortesia”, che arriva però in un momento storico di tensioni dopo i numerosi attacchi del Presidente Donald Trump contro l’Italia, rea di aver limitato in parte l’utilizzo delle basi americane per la guerra all’Iran e restia a farsi coinvolgere nella guerra mediorientale.
L’incontro tra Rubio e Meloni
E’ iniziato poco dopo le 11:30 il bilaterale tra Meloni e Rubio. Prima, però, è stato il turno dei fotografi e della rituale stretta di mano. Tanti i temi da affrontare, a partire da quello di Hormuz, dove Roma ha già peraltro dato disponibilità all’invio di due cacciamine della Marina.
La proposta presenta, che va intesa come una missione difensiva per sminare lo Stretto ad ostilità definitivamente terminate, ha però delle condizioni; ovvero che si svolga all’interno di una cornice internazionale condivisa dagli alleati europei e solamente dopo il via libera del Parlamento.
Tornando all’incontro, durato all’incirca due ore, secondo quanto affermato dal Segretario Rubio al termine del colloquio “non abbiamo discusso dettagli su Nato e truppe americane”, giacché “spetta a Trump la decisione finale, ma io ho sempre detto pubblicamente di essere un forte sostenitore della Nato”.
Mentre sui negoziati con l’Iran ha precisato che Washington si aspetta “un’offerta seria” e che questo possa aprire “un processo di negoziati responsabili” pe porre definitivamente fine alla guerra.
Confermate anche le discussioni in merito al Libano, in merito al quale il Segretario ha dichiarato che “l’Italia può fare qualcosa in più nel dare un contributo per risolvere la situazione del Libano, per la sua expertise e la sua presenza sul territorio”.
Per Rubio, tuttavia, il non poter più contare su alcuni alleati Nato europei per lo spiegamento di forze da utilizzare in altri quadranti è un “problema da analizzare“. “Uno dei motivi principali per cui gli Stati Uniti fanno parte della Nato è la possibilità di schierare forze in Europa che possiamo poi impiegare in altre situazioni“, ha spiegato Rubio, “ora, questo non è più possibile, almeno per quanto riguarda alcuni membri della Nato. Si tratta di un problema che va analizzato”.
Faccia a faccia anche con Tajani
Prima dell’incontro con la premier, tuttavia, il Segretario americano si è recato alla Farnesina per un colloquio con il suo omologo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Gli ho detto che anche gli Usa hanno bisogno dell’Ue e dell’Italia“, ha riferito in punto stampa il ministro al termine del colloquio.
In generale, “l’incontro con il segretario di Stato statunitense è stato positivo“, ha riferito Tajani. “Ho detto qual è la nostra posizione sulla situazione in Iran, sosteniamo tutte le iniziative che possano portare ad un cessate il fuoco permanente. Ho ribadito la responsabilità dell’Italia a essere presente con la nostra marina militare a Hormuz“
Si è discusso anche di Libano, dove il ministro ha sottolineato “l’importanza del ruolo dell’Italia per garantire la stabilità, e rinforzare anche le forze armate regolari libanesi, cosa che stiamo già facendo nella nostra missione bilaterale”.
Infine, del tempo è stato dedicato anche alla “questione Venezuela, Africa, e Cuba, oltre che dell’Europa. Ho ribadito che per noi è importante una presenza americana in Europa. Abbiamo parlato brevemente anche di dazi”.
Gli attacchi di Trump all’Italia
Rimane il fatto che, dopo anni di sintonia, il rapporto tra Donald Trump e Giorgia Meloni si è incrinato bruscamente ad aprile, mentre resta ancora da vedere se la visita di Rubio basterà a ristabilire i rapporti.
In un’intervista telefonica rilasciata ad aprile al Corriere della Sera, durante la fase attiva del conflitto con l’Iran, Trump aveva dichiarato di essere “scioccato” dalla premier: “Pensavo avesse coraggio, mi sbagliavo. Non vuole aiutarci nella guerra“.
Trump è poi tornato ad attaccare Roma per la questione della base di Sigonella, negata ai bombardieri americani, scrivendo su Truth: “L’Italia non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro“. Il 1° maggio ha rincarato la dose, definendo l’Italia “di nessun aiuto” e paventando un ritiro delle truppe americane dalla penisola.
La visita di Rubio a Roma rappresenta il primo tentativo concreto di ricucire uno strappo che, in poche settimane, sembra a ver incrinato quasi definitivamente i rapporti con uno dei pochi alleati europei di Trump.
