Salute

No all'uso di animali nella ricerca, Lav finanzia 2 borse studio a Genova

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Roma, 28 ott. (AdnKronos Salute) - La Lega antivivisezione (Lav), per sostenere i metodi di ricerca scientifica alternativi all'uso di animali, ha devoluto 20.000 euro all'Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova, per la creazione di due borse di studio dedicate ad avviare la linea di ricerca cellulare Huvec (Human Umbilical Vein Endothelial Cells - Cellule Endoteliali della vena ombelicale umana), utile per lo studio della formazione di nuovi vasi sanguigni (la cosiddetta angiogenesi, che 'alimenta' il cancro) e delle funzioni delle cellule endoteliali.

La banca cellule dell'Irccs ligure, azienda ospedaliera universitaria San Martino - Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova - evidenzia la Lav - è un punto di riferimento a livello nazionale per la fornitura ai ricercatori di cellule umane di qualità garantita. Una linea cellulare primaria molto utilizzata è proprio la Huvec. Le cellule, isolate dal cordone ombelicale di donne che lo abbiano volontariamente messo a disposizione della ricerca, possono essere utilizzate solo per pochissimi 'passaggi', rendendo quindi costantemente necessario produrne di nuove. Con l'aiuto della Lav la Banca cellule potrà attivare questo progetto e produrre, validare e distribuire una linea Huvec, oltre a sostenere una cultura della donazione dei tessuti fondamentale per il coinvolgimento e la sensibilizzazione dei cittadini che devono essere protagonisti attivi di una nuova scienza. Il finanziamento è stato reso possibile grazie al contributo dei tanti cittadini che hanno scelto di devolvere alla Lav il 5x1000.

"Queste due borse di studio sono l'ennesima dimostrazione che non solo è possibile, ma è doveroso fare una ricerca senza vivisezione - afferma la biologa Michela Kuan, responsabile Lav settore Vivisezione - il ricorso a questo tipo di sperimentazioni presso un centro che lavora nell'ambito della ricerca sul cancro è fondamentale per mettere a disposizione della comunità scientifica campioni di tessuto tumorale, frammenti di tessuto vascolare, campioni di tessuto nervoso centrale e periferico, sangue e suoi derivati e cellule staminali. Un accordo che è la prova più concreta della reale applicazione dei metodi sperimentali che non fanno uso di animali, in risposta a chi ci attacca negando l'esistenza della ricerca senza animali che invece è una realtà all'avanguardia, scientificamente affidabile e indubbiamente utile".

Le colture cellulari - spiega la Lav - possono essere utilizzate in moltissime ricerche, infatti costituiscono il materiale di partenza per l'estrazione e la purificazione di proteine o acidi nucleici; in altri casi sono utilizzate per analizzare un particolare comportamento biologico (proliferazione, capacità di organizzare un particolare tessuto, proprietà adesive e migratorie, risposta immune) oppure possono anche essere usate per eseguire test diagnostici, per rigenerare in vitro tessuti o organi (cute, midollo emopoietico, osso, ecc.) e anche per uso terapeutico (terapia cellulare).

Oggi, purtroppo - prosegue la Lav - molti animali vengono allevati e soppressi per fornire organi e tessuti su cui sperimentare; l'implementazione della disponibilità di colture umane permetterà una riduzione immediata del ricorso a quelle animali e l'ottimizzazione di protocolli di ricerca che non si basano su modelli innovativi ed etici innescando, anche, un cambiamento scientifico e culturale nell'approccio alla ricerca.

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