Deschamps si è presentato al Mondiale con due squadre che avrebbero potuto correre per vincerlo, ma alla finale di New York dovrà sedersi in tribuna perché a giocarsi il titolo sarà la Spagna di de la Fuente. Non di Lamine Yamal, perché a differenza della Francia che ha vissuto un mese aggrappata alle prodezze della sua stella, Kylian Mbappé poco pervenuto nella semifinale di Dallas, le Furie Rosse sono lievitate turno dopo turno come squadra e come squadra hanno dominato la sfida con i francesi.
Non c’è stata partita, niente dell’equilibrio della semifinale che due anni fa aveva spianato la strada dell’Europeo alla Spagna. Dominio tattico, tecnico e mentale agevolato dalla sciocchezza epocale di Digne che ha regalato a Yamal il rigore spacca partita dopo una ventina di minuti. A Maignan non è riuscita la solita manfrina per cercare di mandare in confusione l’avversario, Oyarzabal ha avuto nervi d’acciaio e da lì in poi la Spagna ha giocato al gatto con il topo.
Il raddoppio di Pedro Porro nella fase ascendente della ripresa ha sigillato il risultato. La Francia non ha tirato in porta per 81 minuti, non è praticamente mai stata pericolosa, ha perso tutti i duelli singoli e di reparto a centrocampo e ha avuto pochissimo dalle stelle dell’attacco, non solo da Mbappé la cui frustrazione è stata evidente alla fine. Dall’altra parte ha funzionato tutto con un paio di citazioni dovute: Cucurella è in forma “Cannavaro 2006”, quella sensazione di strapotere fisico che annienta gli avversari, mentre Fabian Ruiz ha spostato gli equilibri in mezzo pur senza essere il più appariscente.
E poi Dani Olmo, Buena, i difensori centrali e Rodri a fare coppia di reparto con Fabian Ruiz. Una prestazione straordinaria, quella della Spagna, e quasi senza l’obbligo di citare Lamine Yamal che pure ha messo dentro un paio di lampi dei suoi ma che non è stato decisivo e questa è una buona notizia per il suo allenatore.
Se dalla rivincita della sfida della Mano de Dios dovesse uscire vincente l’Inghilterra, domenica 19 luglio a New York andrebbe in scena la riedizione della finale dell’Europeo 2024. Ulteriore conferma dell’assoluta predominanza del calcio del Vecchio Continente sul resto del mondo. Fosse l’Argentina di Leo Messi, invece, avremmo il confronto tra due squadre entrambe con un’anima enorme. Comunque vada, sarà uno spettacolo.
