Salute

Denti, interventi hitech con la "Soft implantology"

Un sistema che sfrutta la tecnologia per interventi poco invasivi e poco dolorosi

Il futuro dell’odontoiatria, soprattutto geriatrica, si chiama "Soft implantology". Almeno fino a che si potranno rigenerare i denti grazie alle cellule staminali.
"Ma passeranno almeno altri 10 o 15 anni prima di ottenere tali risultati" prevede Maurizio Cirulli , medico odontoiatra di Bologna, implantologo dal 1986 e titolare di contratti d’insegnamento universitari e presso il Nicola’s Foundation Onlus di Arezzo. Cirulli è in Italia uno dei massimi esperti d’implantologia.

Con Soft implantology s’intende una tecnica che limita il trauma chirurgico e recupera la protesi stessa del paziente (che dopo i 65 anni ha perso la stabilità necessaria per la masticazione) stabilizzandola almeno con due o tre impianti,  (praticando due o tre piccoli fori) uniti fra essi con una barra elettrosaldata. Il tutto con sanguinamento minimo (per evitare effetti collaterali a chi usa anti-aggreganti), senza dolore, e in tempi stretti. Insomma, in poco più di un’ora d’intervento, grazie a questa metodica conservativa e poco invasiva si torna a casa con un sorriso smagliante e una protesi provvisoria.

Non solo. Se si desidera solamente stabilizzare una vecchia dentiera la cura è meno costosa di quella tradizionale. Se una protesi nuova costa 7.000-8.000 euro, per fare un esempio, riadattando quella vecchia si arriva a spenderne 2.000

La cura inizia da una diagnosi tomografica, cone beam e altre indagini radiografiche; a quel punto si può eseguire un intervento virtuale sulla TAC. “Riporto poi le misure sul paziente stesso con diversi sistemi, e ottengo, in fase post estrattiva, la possibilità di fare un intervento senza aprire lembi di gengiva” spiega. La simulazione dell’intervento riduce al minimo l’impatto chirurgico sull’anziano bisognoso di cura.

Cirulli è comunque andato oltre inventando un centratore per radiologia extraorale. Un sistema cioè per compiere la radiografia fuori della bocca sfruttando la curvatura del cranio e ottenendo immagini simili a quella della TAC. “In questo modo durante l’intervento ho la sicurezza di essere all’interno dell’osso senza provocare lesioni ai nervi”. Dopo aver saldato i vari impianti, nella stessa seduta o il giorno dopo il paziente recupera la masticazione e la vita sociale grazie a una protesi provvisoria. 

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