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Aggrappati a Milan e Juventus (e al talento da record di Cisse)

Aggrappati a Milan e Juventus (e al talento da record di Cisse)
Alphadjo Cisse (Gety Images)

Due vittorie in Europa League (più l’Atalanta): il calcio italiano si risolleva dopo lo choc del peggiore turno di sempre in Champions League. Esplode il talento del giovane rossonero, lanciato da Amorim.

Dopo aver preso schiaffi per due giorni nell’Europa dei grandi, finalmente il calcio italiano ha vissuto una serata alla vecchia maniera. Milan e Juventus battono Salisburgo e Celta Vigo, tolgono dai guai potenziali Amorim e Spalletti che erano entrati sotto pressione nella settimana europea ed evitano – insieme all’Atalanta che ha regolato senza problemi il Pafos – lo psicodramma di un’intera giornata di coppe a digiuno di successi.

Non cambia nulla dello stato di depressione che ci accompagna dopo aver visto le altre uscire con le ossa rotte, ma almeno qualche motivo di soddisfazione c’è. Quello principale ha un nome e cognome: Alphadjo Cisse. Il talentino milanista ha illuminato la notte di Salisburgo realizzando una tripletta storica perché l’impresa non era mai riuscita a nessun italiano a 19 anni e 358 giorni. Tre gol in Europa dopo i centri che lo hanno rivelato a Torino (granata e Juventus) e la conferma con la Under 21 dove ha sperimentato quel ruolo di centravanti che a Salisburgo lo ha letteralmente fatto esplodere.

Cisse è il volto bello del calcio azzurro in questo autunno deprimente e l’applauso va allargato a Ruben Amorim che ha avuto il coraggio di lanciarlo. Ricordate l’estate rossonera? Il tecnico portoghese ha portato a Milanello il metodo meritocratico per cui gioca chi dimostra di meritarlo, senza posti fissi garantiti e senza guardare il nome sulla maglia. Cisse ha accelerato il processo di dismissione di Leao e allungato quello di reinserimento di Pulisic tra i titolari.

Mancini ha già il suo nome sul taccuino e nella prima sosta della sua nuova avventura da ct a Coverciano non la inserito nell’elenco dei convocati solo per rispetto dell’Under 21 che si giocava partite determinanti nella corsa all’Europeo e alle Olimpiadi; ora il debito di riconoscenza è saldato e Alphadio sarà chiamato tra i grandi anche per evitare problemi di passaporto e respingere l’assalto guineiano, già declinato nei mesi scorsi. Prima si fa, però, meglio è.

Amorim e Spalletti si sono presi una bella boccata d’ossigeno perché entrambi erano arrivati alle partite europee sotto pressione. Una condizione che sarà replicata in campionato dove sono attesi da Atalanta e Lazio, ma che consente di prendere tempo e rispondere alle critiche. La partita della Juventus a Vigo è stata meno scintillante di quella del Milan in Austria ma comunque vincente e con dentro buone notizie.

La migliore è che la Juve a due punta funziona e che Woltemade e Kolo Muani, pur non essendo i bomber che il tecnico toscano chiedeva, sono vivi e possono dare anche un contributo in fase realizzativa. Era quello che serviva in Galizia per cancellare i cattivi pensieri, ora serve la conferma anche in campionato dove rossoneri e bianconeri sono già di rincorsa rispetto all’Inter, che ha perso Lautaro Martinez per un mese, e alla zona Champions League. La madre di tutti gli obiettivi stagionali.

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