Presi dalla depressione di un calcio italiano capace di vincere solo in Europa League e condannato a prendere schiaffi sul palcoscenico maggiore della Champions League, il rischio è di non accendere i fari sulle buone notizie della settimana europea. Due triplette che fanno la storia, quella di Nicolò Tresoldi che ha steso l’Inter a San Siro con la maglia del Bruges e i tre graffi di Alphadjo Cisse con il Milan a Salisburgo, la più giovane di un italiano con i suoi 19 anni e 358 giorni.
C’è vita nel deserto azzurro, molta più di quella che ci siamo abituati a vedere. I segnali confortanti della prima uscita dell’Italia di Mancini e il cammino dell’Under 21 di Baldini sono evidenti ma non sufficienti. Improvvisamente siamo tornati a produrre talenti in attacco, centravanti o esterni offensivi, ragazzi di talento e sfrontati come si chiede nel calcio moderno. E a differenza del passato, c’è finalmente anche la voglia di farli giocare cercando di valorizzarli.
Bisogna ringraziare Amorim che ha puntato su Cisse in un’estate in cui tutto il mondo intorno discuteva del futuro di Leao. Sembrava la scommessa di un allenatore un po’ naif oltre che una mossa di allontanamento dell’ex preferito portoghese da Milanello e, invece, era la visione corretta di quello che Alphadjo può dare e che aveva cominciato a dare a Catanzaro prima del grave infortunio muscolare di metà stagione scorsa.
Cisse sembra baciato dal gol e ricambia con enorme passione, sia da esterno che da numero nove a dispetto del fisico. La tripletta di Salisburgo è stata da vero centravanti, reti apparentemente facili e, in realtà, complesse per chi non è dotato dell’istinto di farsi trovare sempre al posto giusto al momento giusto. Lui, Pio Esposito con caratteristiche differenti, aspettando Camarda che è il più giovane di tutti essendo ancora un classe 2008: Mancini ha materiale su cui costruire il ciclo futuro.
Diverso il ragionamento su Tresoldi che è dovuto andare via dall’Italia e non ha trovato nessuno disposto a scommettere una manciata di milioni di euro tre anni fa. Ora costa molto di più e non è detto nemmeno che sia cosa da calcio italiano, non solo sul mercato. La sua storia è nota: sta concludendo gli impegni con la Under 21 della Germania che lo ha calcisticamente accolto e ora vorrebbe fermarlo per sempre facendolo debuttare nella nazionale maggiore con Klopp.
La Figc è in pressing facendo valere le origini italiane. Fin qui la risposta è stata un “ne riparliamo” che vuol dire tutto o niente anche perché in gioco c’è anche la camiseta dell’Argentina grazie alla discendenza della madre. Un triangolo poco amoroso in cui l’Italia rischia di rimanere tagliata fuori. Sarebbe un peccato.
