Trivelle: Greenpeace in azione in 25 città italiane
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Referendum trivelle ed energie rinnovabili

Assorinnovabili scende in campo e chiede di votare sì per garantire al Paese un futuro «più verde».

Il 17 aprile si vota. Il referendum, promosso da 9 regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto), chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Scende in campo anche assoRinnnovabili, l’associazione che riunisce i principali produttori di energie rinnovabili del Paese, con il suo presidente, Agostino Re Rebaudengo: «La rivoluzione energetica, che significa più rinnovabili e più generazione distribuita, è già iniziata in tutto il mondo. In Italia abbiamo due possibilità: rimanere spettatori o essere protagonisti del cambiamento. La posta in gioco è il nostro futuro. Da imprenditore e cittadino ritengo che aprire maggiormente la porta alle rinnovabili sia una grandissima occasione, un “potente” impulso all’economia in un momento di recessione, di crescita del PIL e di posti di lavoro. Le energie rinnovabili sono le uniche in grado di rendere l'Europa più libera e più indipendente dalle importazioni di fonti fossili da Paesi prevalentemente non democratici o politicamente instabili: si pensi alla Libia, ma anche alla Siria, all’Ucraina, all’Iraq e ai continui attacchi dell’IS nel cuore dell’Europa».

Fermare l'aumento della temperatura della terra
«Se vogliamo fermare il cambiamento climatico, - prosegue Re Rebaudengo - non abbiamo scelta. Continuando a privilegiare la produzione di energia da fonti fossili non riusciremo a contenere l’aumento della temperatura globale media entro i 2°C, così come si è deciso nella recente Conferenza sul Clima di Parigi. Di conseguenza assisteremo a un incremento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni ambientali estremi, con forti ripercussioni sulla qualità e sulla quantità delle risorse alimentari e idriche, nonché sulla ricchezza e sulla prosperità delle nazioni. Per non parlare del fatto che oltre alle emissioni di CO2 e degli altri gas climalteranti, che hanno un effetto globale, la combustione di fonti fossili (in particolare carbone e petrolio) genera varie altre tipologie di gas e polveri (tra cui le PM10), che provocano gravi danni a livello locale: sono infatti in preoccupante aumento le malattie cardiovascolari e dell'apparato respiratorio, l’inquinamento ambientale tra pochi anni sarà la prima causa di morte e genererà inoltre un aggravio della spesa pubblica per la sanità».
Assorinnovabili punta il dito: «Purtroppo i continui provvedimenti contro le rinnovabili del Governo indicano una politica energetica del nostro Paese non orientata all’energia pulita, come ulteriormente ribadito dalle recenti dichiarazioni sul referendum del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che si dice schierato per il no. Siamo convinti che questo referendum, se fosse debitamente divulgato e non osteggiato sino a promuovere l’astensionismo, rappresenterebbe un messaggio importante per il Parlamento sulla volontà degli italiani di avere un futuro sostenibile».
«Il mio augurio – conclude il presidente - è che si raggiunga il quorum e che la scelta sia per la salute, l’indipendenza energetica e lo sviluppo».

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