Dieta

Contrordine, i grassi saturi non fanno male

Un articolo del Time li assolve dalla colpa di favorire l'obesità. L'esperto: se non ci sono particolari patologie, meglio un'alimentazione varia

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Dopo 40 anni di guerra senza confine ai grassi saturi, ecco il contrordine: non fanno male. L'ennesima svolta arriva dagli Stati Uniti, dove Time ha dedicato, nel numero di giugno, un lungo articolo proprio ai grassi saturi, in particolare quelli di origine animale (dunque soprattutto burro, formaggi e latticini in genere, ma anche carni grasse), scagionandoli dalla responsabilità di essere colpevoli di favorire obesità, diabete, infarto e malattie cardiovascolari. Uno "shock" per chi fino ad ora si è sentito ripetere che il burro e molti formaggi andavano evitati o quantomeno mangiati il meno possibile. E che dire di dolci come brioches o salumi e salsicce? Al contrario, l'articolo a firma di Brian Walsh rappresenta una vera buona notizia per i buongustai italiani e non solo.

Ma davvero i grassi saturi non fanno male, che si credeva finora? "In medicina accade spesso di prendere fascinazioni, quasi 'mode scientifiche', che magari poi non trovano conferme nel lungo periodo. In questo caso ci sono dati che mostrano come non ci sono evidenze scientifiche così forti per sposare una tesi piuttosto che un'altra" risponde a Panorama.it il dottor Giacomo Faldella, professore di Pediatria all'Università di Bologna e già Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca sull'Alimentazione Umana di Bologna.

"Quella che era un'ipotesi nel lungo periodo non è stata confermata, per cui possiamo dire che è stato verificato che mangiare molto e male solo grassi insaturi non è meglio che mangiare molto e male solo grassi saturi. Insomma, non è che sia tutto da rifare: ben venga la dieta mediterranea, che prevede olio di oliva, pesce, pane e pasta, ma non bisogna demonizzare neppure latte e formaggio" prosegue il professor Faldella.

Secondo l'articolo del Time (che ha messo in primo piano una foto con una fetta di Emmenthal e nei buchi parole come obesità, colesterolo alto, ostruzione delle arterie), 40 anni di diete light hanno "tagliato i grassi, ma gli americani sono più malati che mai". Qual è dunque la dieta migliore?

La dieta perfetta non esiste. In generale l'alimentazione più corretta e salubre è la più varia, quella che non esclude nulla in particolare e che soprattutto prevede di mangiare il giusto, senza eccedere nelle quantità. Più varie sono le fonti alimentari, meglio è.

Dunque mangiando anche alimenti che contengono grassi saturi non si aumenta il rischio di ammalarsi di particolari patologie?

Purtroppo non esiste una regola valida per tutti: è vero che quello che vale per la maggior parte della popolazione, può non valere per qualcuno. Nel caso delle malattie cardiovascolari, ad esempio, ha molta più incidenza la familiarità che non l'alimentazione: la presenza di un parente che già a 50 anni soffre di malattie cardiovascolari è un fattore di rischio maggiore rispetto al mangiare, ad esempio, grassi animali. Non conta solo ciò che si introduce, ma come e da chi viene usato.

Non esiste, dunque, la dieta perfetta?

No, la dieta perfetta non esiste. Esiste piuttosto uno stile di vita "prudente", che significa soprattutto non eccedere. Nel caso dei bambini, essendo io un pediatra, posso dire che non serve mettere al bando la merendina (che spesso contiene grassi idrogenati): il rigore eccessivo non serva a nulla, è meglio insegnare ai bambini abitudini alimentari buone, che significano soprattutto non mangiare in continuo, ma solo agli orari dei pasti; oppure non pranzare o cenare giocando o guardando la televisione, perché quando si mangia, si fa deve fare solo quello, e dopo si torna a giocare.

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