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Artemis 3 come Apollo 9, prove generali di manovre spaziali

Artemis 3 come Apollo 9, prove generali di manovre spaziali

Come avvenne durante il programma Apollo, la Nasa deve validare metodi e sistemi creando le procedure per le missioni successive. Per questo ha scelto quattro astronauti con le esperienze più idonee. Tra loro, il nostro Luca Parmitano


Quella di Artemis 3 sarà una missione fondamentale per il progetto umano di tornare sulla Luna, questa volta per rimanerci. Nei giorni appena trascorsi sono stati annunciati i componenti dell’equipaggio, ovviamente selezionati in base alle qualifiche necessarie per completare un fitto programma di esperimenti e verifiche destinate a creare standard operativi per i lanci successivi. Comandante di Artemis 3 sarà Randy Bresnik della Nasa, mentre Luca Parmitano dell’Agenzia Spaziale Europea assumerà il ruolo di pilota e gli specialisti di missione, entrambi della Nasa, saranno Andre Douglas e Frank Rubio. Come sempre avviene, il componente di riserva sarà Bob Hines, ex pilota di SpaceX e anch’egli, come tuti gli altri, astronauta con esperienza sulla Stazione Spaziale Internazionale. Trattandosi di quattro uomini non potevano mancare le polemiche, tuttavia il capo della Nasa Jared Isaacman ha commentato che probabilmente Artemis 4 potrebbe anche avere un equipaggio tutto femminile, ma che per fare ciò che occorre, l’esperienza e la specializzazione degli attuali selezionati è ciò che offre le migliori aspettative. Bresnik è un ex astronauta dello Shuttle e della Iss, nonché manager della Nasa; e come Parmitano è stato comandante; Rubio aveva stabilito il record statunitense di 371 giorni in una singola missione spaziale e Douglas, l’unico alla sua prima missione, era la riserva di Artemis 2. L’esperienza richiesta per la nuova missione non è soltanto averne completate altre, ma anche aver dimostrato di saper affrontare problemi gravi trovando soluzioni. Parmitano è sopravvissuto all’infiltrazione d’acqua nella sua tuta spaziale durante un’attività extraveicolare nel 2013, e la missione di sei mesi di Rubio sulla Iss divenne lunga il doppio del previsto (2022-23), dopo che il suo primo rientro fu cancellato a causa di una perdita di liquido di raffreddamento. Artemis 3 sarà una missione di collaudo: mesi prima della partenza, prevista per il 2027 e della durata di circa un mese, gli astronauti, che sono tutti militari con esperienza di volo, incontreranno i responsabili dei lander lunari di SpaceX e Blue Origin per preparare i veicoli e definire i metodi e le procedure per eseguire le operazioni. Artemis III sarà la seconda missione con equipaggio dell’intero programma e si svolgerà completamente nell’orbita terrestre bassa. Si tratterà di provare l’attracco tra la navicella Orion ed entrambi i veicoli per l’allunaggio degli astronauti forniti da SpaceX e da Blue Origin, che saranno lanciati separatamente. In pratica Artemis 3 sarà, in chiave moderna, molto simile alla missione Apollo 9 di 57 anni fa: il 3 marzo 1969 decollò dal Kennedy Space Center, in Florida, un razzo con a bordo il comandante James McDivitt, il pilota del modulo di comando David Scott e il pilota del modulo lunare Russell Schweickart. Nei successivi dieci giorni i tre eseguirono il primo collaudo completo di un veicolo spaziale Apollo, dal modulo di comando e servizio a quello lunare, a cominciare con il razzo Saturno V. Fu eseguito con successo l’aggancio tra il modulo lunare “Spider” con il modulo di comando e risultati della missione dimostrarono che le unità erano pronte per il viaggio verso la Luna con Apollo 10. E anche in quel caso l’intera missione si svolse nell’orbita terrestre bassa. La memoria della Nasa ricorda che l’’equipaggio effettuò anche due telecronache verso la Terra, mostrando per la prima volta l’interno del modulo lunare. Russell Schweickart provò in azione una nuova tuta spaziale Apollo, la prima ad essere dotata di un proprio sistema di supporto vitale. Il prossimo anno, 58 anni dopo, con gli astronauti dotati di tute ben più confortevoli e sicure, ci saranno da validare sistemi di allineamento, procedure automatiche e decine di soluzioni pensate per il programma Artemis che diventeranno standard dalla quarta missione in poi.

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