Negli ultimi decenni la casa ha cambiato profondamente significato. Da luogo funzionale destinato principalmente alla vita domestica, si è trasformata in uno spazio fluido che riflette identità, aspirazioni e nuovi stili di vita. Oggi le pareti di casa accolgono il lavoro, il tempo libero, la socialità e il bisogno di benessere, mentre il design è chiamato a rispondere a esigenze sempre più complesse, tra personalizzazione, sostenibilità e versatilità.
Ne abbiamo parlato con Anne-Marie Gaultier, Executive Brand Director di Maisons du Monde, per capire come stanno cambiando le nostre abitazioni e quali saranno le tendenze destinate a influenzare il modo di vivere gli spazi nei prossimi anni.
In trent’anni di storia, com’è cambiata la vostra idea di casa e quali sono stati i momenti di svolta più significativi per il brand?
Negli ultimi trent’anni, il ruolo della casa è cambiato radicalmente. Negli anni Novanta era uno spazio statico, da arredare secondo codici piuttosto definiti; oggi, invece, non è più soltanto un luogo da abitare o un semplice indirizzo, ma una vera estensione della personalità, uno specchio del proprio stile di vita. Di conseguenza, anche le aspettative dei clienti si sono evolute: non cercano più arredi standardizzati, ma oggetti capaci di raccontare una storia e di adattarsi ai diversi modi di vivere contemporanei. Senza mai tradire il DNA del brand — fatto di ispirazione e accessibilità — abbiamo trasformato il nostro modello per rispondere in modo sempre più preciso a questi nuovi desideri ed esigenze. La svolta più significativa è stata la capacità di evolvere da una rete di negozi fisici, costruita nel tempo, a un ecosistema omnicanale completo. L’espansione del digitale e il lancio del Marketplace hanno rappresentato tappe fondamentali, permettendoci di offrire una scelta senza precedenti e servizi sempre più personalizzati, come la consulenza d’interior design. Anche i nostri store si sono trasformati: oggi non sono più semplici punti vendita, ma luoghi di esperienza e ispirazione, pensati per accompagnare il cliente in un percorso immersivo nel mondo del brand.
Il concetto di design democratico è spesso associato alla vostra offerta. Oggi, cosa significa davvero rendere il design accessibile senza rinunciare alla qualità e alla ricerca estetica?
L’accessibilità è da sempre al centro del DNA di Maisons du Monde. Fin dall’inizio, la missione del brand è stata quella di democratizzare il design, partendo da una convinzione precisa: vivere in una casa capace di rappresentare e ispirare chi la abita non dovrebbe mai essere una questione di budget. La bellezza, per il marchio, deve poter essere accessibile a tutti. Ma accessibilità non ha mai significato — e non significherà mai — rinunciare allo stile o alla qualità. Ogni team lavora con questo obiettivo: offrire prodotti dal prezzo equo senza compromettere ricerca estetica, cura progettuale e durata nel tempo. Dai designer interni di Maisons du Monde, che creano collezioni originali e riconoscibili, ai team qualità impegnati a migliorare costantemente la resistenza dei prodotti, fino ai buyer che costruiscono relazioni solide e durature con i fornitori, ogni fase del processo è pensata per trovare un equilibrio tra ispirazione, durabilità e accessibilità.
Maisons du Monde ha sempre proposto stili diversi, dal boho all’industrial fino al classico rivisitato. Come si costruisce un’identità coerente mantenendo questa varietà?
L’approccio multi-style fa parte del DNA di Maisons du Monde da oltre trent’anni. In un settore in cui molti brand scelgono di identificarsi con un unico universo estetico, il marchio ha deciso fin dall’inizio di celebrare la diversità, portando nelle case lo spirito del viaggio e della contaminazione culturale. Collezione dopo collezione, Maisons du Monde ha costruito un linguaggio capace di attraversare mondi differenti — dal classico al contemporaneo, fino alle influenze etniche — offrendo a ogni cliente la possibilità di ritrovare qualcosa che rispecchi davvero la propria personalità, indipendentemente dall’età, dal gusto o dallo stile d’arredo. Il filo conduttore resta proprio l’idea del viaggio come esperienza estetica e sensoriale. Ogni collezione nasce ispirandosi a una destinazione, ma, proprio come accade tra culture diverse, è pensata per dialogare naturalmente con le altre. Palette cromatiche condivise, materiali trasversali e dettagli ricorrenti creano connessioni tra gli stili, dando vita a un insieme coerente ma mai rigido. Più che proporre ambienti predefiniti, Maisons du Monde offre oggetti con una propria identità, capaci di convivere armoniosamente nello spazio domestico. È questa libertà di combinare, mescolare e reinterpretare gli elementi a rendere unico il DNA del brand: fornire ispirazione senza imporre regole, lasciando a ciascuno la possibilità di costruire una casa che rifletta autenticamente la propria storia e il proprio modo di vivere.
Il design oggi dialoga sempre più con la sostenibilità. In che modo questo tema ha influenzato le vostre collezioni e le vostre scelte produttive?
Ridurre l’impatto ambientale dei propri prodotti è da tempo uno degli impegni centrali di Maisons du Monde. Il brand sviluppa le proprie collezioni seguendo i principali principi dell’economia circolare: utilizzo di materiali sostenibili, attenzione alla durabilità, possibilità di riparazione e una progettazione pensata per allungare il ciclo di vita degli oggetti. Oggi, il 40% dell’offerta risponde già a criteri di sostenibilità, grazie all’impiego di materiali certificati e riciclati o a produzioni realizzate in Europa. Un percorso che il brand ha ulteriormente rafforzato nel 2023 con il lancio del progetto “Second Chance”, dedicato alla vendita di prodotti con lievi imperfezioni o resi clienti a prezzi ridotti, promuovendo così un approccio più responsabile e circolare al consumo. L’impegno ambientale si affianca al lavoro della Fondazione Maisons du Monde, che da oltre dieci anni sostiene organizzazioni impegnate nella tutela degli alberi e delle foreste in tutto il mondo, intervenendo nelle aree dove la necessità è più urgente. Dal 2015 sono stati preservati 236.000 ettari di foresta e piantati oltre 7,5 milioni di alberi. Accanto alla sostenibilità ambientale, il brand porta avanti anche un impegno sociale concreto, supportando donne in situazioni di fragilità attraverso la creazione di spazi abitativi accoglienti e confortevoli: sono già oltre cento gli ambienti arredati nell’ambito di questi progetti solidali. Per Maisons du Monde, infatti, una casa davvero bella è una casa che sa rispettare allo stesso tempo le persone e il pianeta.
La casa è diventata uno spazio ibrido, tra lavoro, relax e socialità. In che modo questa trasformazione ha inciso sulle vostre proposte di arredo?
La casa è diventata il nuovo centro di gravità della vita contemporanea. Oggi è, a seconda dei momenti, ufficio, palestra, ristorante, luogo di condivisione ma anche rifugio personale. Uno spazio fluido, che si trasforma continuamente seguendo i ritmi e le esigenze quotidiane. Per rispondere a questa evoluzione dell’abitare, Maisons du Monde ha sviluppato soluzioni d’arredo sempre più versatili e dinamiche: tavoli da pranzo pensati anche per accogliere momenti di lavoro, scrivanie pieghevoli, divani modulari progettati per offrire il massimo comfort e adattarsi facilmente ai diversi utilizzi dello spazio. L’obiettivo non è più semplicemente proporre mobili, ma immaginare vere e proprie soluzioni di lifestyle, capaci di accompagnare le diverse funzioni della casa e i molteplici momenti della giornata.
Per l’estate 2026, quali sono le linee guida della vostra proposta in termini di colori, materiali e atmosfere, e come riflettono i nuovi modi di abitare gli spazi?
La collezione Primavera-Estate è stata concepita come un vero e proprio viaggio estivo. In un mondo sempre più rapido e spesso carico di tensione, questa stagione si traduce in un invito a concedersi una parentesi di leggerezza, morbidezza ed evasione. Le collezioni guidano così un percorso tra immaginari e destinazioni differenti: dall’Etiopia, evocata attraverso materiali grezzi e autentici, ai giardini d’inverno ispirati alle serre ottocentesche e alla natura rigogliosa, fino a Milano con una proposta dal forte carattere Art Déco, e ancora al Sud della Francia, richiamato da forme ispirate agli anni Sessanta e da tonalità mediterranee. Il punto culminante della stagione è però la collaborazione esclusiva con la designer francese Sarah Poniatowski. I 31 pezzi nati da questo incontro sono un omaggio al viaggio e all’artigianalità marocchina, capaci di portare negli spazi domestici — interni ed esterni — accenti di colore e giochi di luce che trasformano l’atmosfera con naturale immediatezza.









