Scienza

Ribellioni e sangue negli Usa dal 2020: lo prevede un matematico

Peter Turchin, inventore della cliodinamica, vuole trasformare la storia in una scienza esatta. E teorizza un aumento della violenza interna negli Stati Uniti

La battaglia di First Bull Run durante la guerra di Secessione americana (1861)

“La storia si ripete” è un detto piuttosto comune che si basa sul fatto che, più o meno, l’evoluzione dell’umanità procede per cicli. Lo hanno teorizzato in tanti ma adesso lo studioso americano Peter Turchin ha intenzione di dimostrarlo al di là di ogni dubbio, trasformando la storia in una scienza esatta – e prevedibile – attraverso la Cliodinamica . E le sue previsioni non sono particolarmente piacevoli.

La Cliodinamica deve il suo nome a Clio la musa greca della storia, e utilizza i più avanzati sistemi computerizzati per calcoli matematici basati su una vastissima moltitudine di variabili al fine di osservare dei trend riconoscibili negli eventi che caratterizzano l’evoluzione di una nazione. Le analisi di Turchin lo hanno portato a osservare che gli Stati Uniti hanno vissuto cicli di violenza interna esplosa all’incirca ogni 50 anni.

Nel 1870 c’è stata la Guerra Civile, legata a cause sociali, economiche e razziali, tra il Nord che voleva abolire la schiavitù e i padroni terrieri del Sud che volevano mantenerla. Cinquanta anni dopo, nel 1920, gli USA hanno assistito a scontri violenti tra classi che potevano sfociare in una rivoluzione. Infine, nel 1970, ci sono stati gli scontri violenti per la rivendicazione dei diritti civili da parte dei neri e le lotte studentesche contro la guerra in Vietnam. Se la storia davvero si ripeterà, nel 2020 potrebbe iniziare un nuovo periodo di violenza interna e la situazione attuale senza dubbio sembra confermarlo.

La teoria di Turchin ha qualche falla. Per esempio, mentre gli USA sono nati come nazione nel 1776 (anche in quel caso in seguito a una rivoluzione, anche violenta, contro gli inglesi), nel 1820 non si è verificato alcun picco di scontri civili. Le cause potrebbero essere molteplici, dalla “valvola di sfogo” rappresentata ai tempi dalle lotte contro gli indiani d’America a una sorta di “tregua” legata alla relativa giovinezza della nazione, in cui ancora non erano pienamente delineate le forze sociali che avrebbero dato vita agli scontri. Inoltre, a seconda dei momenti, varia anche l’intensità della violenza: gli scontri del 1970, non sono infatti paragonabili a quelli che seguirono la Guerra Civile nel 1870.

Una delle cause per cui il ciclo cliodinamico sembra ripetersi sarebbe da attribuire agli sviluppi generazionali: secondo Turchin, i figli, vista la sofferenza dei padri che hanno combattutto, sceglierebbero di esimersi da qualsiasi attivismo sociale, mentre i loro figli, che subirebbero le conseguenze di questa “inattività”, tornerebbero a scontrarsi contro le ingiustizie percepite.

Non esiste però solo questo ciclo nella cliodinamica: un secondo ciclo durerebbe circa 300 anni e descriverebbe l’intera storia dell’umanità dal quinto secolo AC, dalla trasformazione di Roma da Repubblica in Impero alle evoluzioni di Cina, Russia ed antico Egitto. Turchin arriva ad affermare che la rivoluzione che ha deposto il presidente egiziano Mubarak è direttamente collegata a ciò che accadeva nell’antichità: in pratica, quando in una nazione la popolazione cresce e l’offerta di lavoro supera la richiesta, aumentano le lotte per il potere politico e si diffonde la corruzione, fino a che l’instabilità politica porta a un collasso.

Fin qui nulla di nuovo se non che, secondo Turchin, tutto questo può essere previsto attraverso formule matematiche. Anche questo però non è un concetto interamente originale: lo scrittore di fantascienza Isaac Asimov ha, infatti, introdotto nei suoi romanzi l’idea di “piscostoria”, una scienza che, unendo storia, sociologia e statistica, era in grado di prevedere i comportamenti futuri di intere civiltà. La psicostoria di Asimov si basava sul concetto che in gruppi particolarmente vasti il comportamento delle singole variabili diventava meno influente. Proprio come è possibile prevedere il comportamento di una nuvola di gas a prescindere dalle caratteristiche delle singole molecole, sarebbe quindi possibile prevedere il comportamento di una civiltà a prescindere dai singoli individui che la compongono.

Sembrerebbe riduttivo paragonare gli esseri umani, in tutte le loro sfaccettature, a delle molecole. Eppure, proprio come una nuvola di gas, anche l’umanità, a volte, pare viaggiare sospinta dai venti dei suoi contrasti.

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