Su quanto fosse effettivamente efficace il missile aria-aria cinese a lungo raggio PL-16 nessuno, prima degli scontri aerei dell’operazione Sindoor, avvenuti tra India e Pakistan del maggio 2025 (furono abbattuti due Rafale, un Mirage e un Sukhoi-30), aveva un’idea precisa. Del resto le lettere P ed L sono le iniziali di “Pi Li”, che in cinese significa fulmine e sia in ambito Nato, sia al Pentagono, esistevano rapporti e analisi che però contenevano una buona dose di approssimazione. Oggi si scopre che il PL-16 puòdavvero competere con l’equivalente sistema statunitense Aim-260 “Jatm” (nato per contrastare lo PL-15, predecessore dell’attuale), dando all’aviazione della Repubblica Popolare un vantaggio in ogni possibile conflitto che si svolga nella regione Asia-Pacifico. Ciò grazie a due prestazioni: guna maggiore gittata e alla sua seconda spinta propulsiva. C’è poi un problema: nella sigla Jatm la lettera J sta per Joint, quindi l’arma è unica per tutte le Forze americane. Il 3 giugno il portale indiano Indian Defence Research Wing riportava che missile cinese avrebbe una gittata stimata fino a 300 chilometri, tanto da poter quindi colpire un bersaglio ancora prima che questo sia nella portata ottica del nemico. Una distanza che per il missile occidentale sarebbe al massimo di 200 chilometri. Non soltanto: il sistema di puntamento (seeker) e quello di guida del PL-16 permetterebbero anche si inseguire e colpire velivoli che procedono a bassa velocità o siano di grandi dimensioni, e questo espone al pericolo anche gli aeromobili-radar per l’allerta precoce e il controllo aereo, le aerocisterne e gli aerei da ricognizione. Gli aerei cisterna consentono a caccia e bombardieri di volare più lontano mentre gli aerei radar aiutano a individuare le minacce e quelli da ricognizione raccolgono informazioni. Se tutti questi velivoli fossero respinti, gli Stati Uniti e i loro alleati avrebbero difficoltà a proiettare la propria potenza aeronavale. Risultato: gli Usa perderebbero i principali vantaggi nel combattimento che hanno oggi insieme a quello di non poter più proiettare la loro forzaaerea navale. E siccome la questione di Taiwan è una di quelle irrisolte che potrebbero scatenare un conflitto tra Cina e Usa, sapere che il nemico può sparare da trecento chilometri in quell’area cambia le regole del gioco e costituisce un problema enorme, per esempio, per i bombardieri che diverrebbero prede dei caccia J-20 e J-35. Naturalmente la sola gittata del missile non è determinante in combattimento aereo a lungo raggio, poiché a lunghe distanze il missile deve anche rimanere veloce, manovrabile e preciso nella fase finale del volo. E proprio per questo pare che il PL-16 abbia un doppio motore che gli conferirebbe una seconda spinta propulsiva nella fase di prossimità al bersaglio. Ma a oggi, nonostante l’analisi dei rottami dei Mirage indiani, presumibilmente abbattuti dai PL-16, i dettagli costruttivi di questi missili non sono confermati. Infine, esiste un’altra caratteristica del nuovo missile che lo rende pericoloso: il fatto di avere dimensioni contenute e di pesare circa 200kg, quindi di poter essere imbarcato in numero superiore su velivoli che possono così ingaggiare più bersagli contemporaneamente. Di certo c’è che la competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina sui missili aria-aria a lunga gittata si sta facendo sempre più seria. Il costruttore dello AIM-260 è Lockheed-Martin, azienda che sta lavorando per migliorare ulteriormente le caratteristiche e prestazioni dei suoi sistemi, sia per capacità e gittata, sia per propulsione e velocità, sia, infine, per livello di integrazione antiradar (stealth).

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Si chiama PL-16, ha un sistema di guida molto preciso, un possibile secondo motore e una gittata molto estesa. Così la Pechino potrebbe neutralizzare le forze aeree degli Usa nell’ipotesi di una guerra per Taiwan