FI a Renzi: Senato sì ma niente scherzi sull'Italicum

Dopo gli ammiccamenti del premier sulle preferenze e non solo con i Cinquestelle, FI avvisa che per fare la riforma del Senato bisogna subito accelerare sull'Italicum

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi – Credits: Ansa/Massimo Percossi

Il giorno dopo lo streaming con i Cinquestelle, attraverso il quale Matteo Renzi ha voluto dare a Forza Italia l’immagine plastica della strategia dei due forni, ovvero della possibilità di sostituire a quello con Silvio Berlusconi l’asse con i grillini, FI rinserra i ranghi. E al premier-segretario del Pd in sostanza manda a dire: noi voteremo la riforma del Senato, seppur con dei correttivi, e comunque secondo i patti del Nazareno ma dall’Italicum non si prescinde.

Anzi, sul sistema elettorale stabilito sempre nel patto del 18 gennaio e già approvato dalla Camera, bisogna accelerare. E questa suona come la condizione posta da FI per far approvare il superamento del bicameralismo perfetto in prima lettura possibilmente prima della pausa estiva. L’Italicum, tanto inviso a Beppe Grillo, è chiaro che mette fuori gioco i Cinquestelle, allergici a qualsiasi alleanza, e premia le due grandi coalizioni. “FI è pur sempre il terzo grande partito italiano e di fatto il secondo, in uno schema che vede le alleanze, alle quali Grillo dirà sempre no. Nessuno pensi di condannarci all’irrilevanza, Renzi sa bene che, come i numeri dicono, che noi restiamo decisivi per le riforme e per questo faremo valere tutta la nostra centralità”, spiega un esponente azzurro a Panorama.it.

Questo sarebbe un po’ il succo del vertice tenuto con i senatori da Denis Verdini e Giovanni Toti insieme al capogruppo a Palazzo Madama, Paolo Romani. Quindi, come avrebbero detto i big azzurri, sì alla riforma del Senato secondo i patti del Nazareno ovvero: meno parlamentari in generale e Senato non elettivo, ma Renzi deve accelerare sull’Italicum.

Resterebbe però il nodo delle preferenze, che Forza Italia non vuole. E invece Renzi, secondo alcuni ambienti pd, alla fine potrebbe davvero cercare di introdurre nell’Italicum. Perché? Spiega un parlamentare pd: “Renzi farebbe una gran figura di fronte agli italiani dicendo: noi garantiamo davvero al popolo di esprimersi scegliendo i suoi rappresentanti. E soprattutto Renzi manterebbe sempre aperto il forno con i Cinquestelle, favorevoli alle preferenze, dal momento che l’approvazione della riforma del Senato sarà lunga, perché necessita di 4 letture, insomma un anno, almeno”. Nessuno si è chiesto perché ieri accanto a sé il premier all’incontro con i grillini abbia voluto Alessandra Moretti. Spiega il parlamentare pd: “Era un chiaro intento di dimostrare che lui vuole le preferenze, perché Moretti alle europee ne ha ottenute 240.000. All’inizio Renzi ha chiamato Simona Bonafè (l’europarlamentare che ha ottenuto il maggior numero in assoluta di preferenze, distacando di poche migliaia di voti Raffaele Fitto di FI arrivato secondo ndr) poi visto che la “Miss preferenze” non poteva ha voluto Moretti, seconda a Bonafè per preferenze”. Si accelera, ma sempre con Forza Italia alla fine il premier dovrà fare i conti.     

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