Esteri

Dieci cose che accadono oggi: lunedì 7 gennaio

Dalla rivolta dell'opposizione venezuelana mentre Chavez sta sempre peggio alla morte sospetta di un blogger iraniano in carcere

Hillary Clinton oggi riotrna al lavoro dopo un mese di stop (Credits: AP LaPresse/Susan Walsh)

1. Caracas, opposizione in piazza. L'opposizione venezuelana ha chiamato i suoi sostenitori a manifestare per esigere che il presidente del parlamento assuma ad interim le funzioni di capo dello stato a partire dal 10 gennaio, se Hugo Chavez non dovesse essere in grado di prestare giuramento per quella data. Il governo, invece, ritiene che Hugo Chavez, ricoverato in un ospedale di Cuba da tre settimane, possa prestare giuramento per il suo terzo mandato davanti al Tribunale supremo di giustizia quando le sue condizioni di salute lo consentiranno. Intanto, il presidente dell'Assemblea nazionale e numero tre del regime dopo il vicepresidente Nicolas Maduro, Diosdado Cabello, è stato rieletto sabato alla guida del parlamento unicamerale. Ex militare di 49 anni, è un fedelissimo di Chavez.

2. India, stupratori alla sbarra. Cinque uomini accusati del brutale stupro della studentessa di 23 anni a New Delhi compariranno oggi per la prima volta davanti a un tribunale nel sud della capitale indiana. La polizia ha presentato la scorsa settimana delle prove schiaccianti contro di loro tra cui il test del Dna trovato sugli abiti della ragazza. Se saranno riconosciuti colpevoli rischiano la pena di morte per impiccagione. Il tragico caso della studentessa stuprata ha profondamente scosso l'opinione pubblica indiana che, per la prima volta, ha risposto con manifestazioni in tutto il Paese per dire No alla violenza contro le donne e chiedere maggiori diritti.

3. Morsi contro Assad: criminale di guerra. Il presidente egiziano Mohamed Morsi, nel corso di un'intervista alla Cnn, ha dichiarato di sostenere l'appello del popolo siriano affinché Bashar al Assad venga giudicato per crimini di guerra. Secondo Morsi, il regime al potere in Siria, è comunque destinato a crollare nel corso della guerra civile.

4. Passaporti made in Palestina. Il Presidente palestinese Abu Mazen ha dato ordine di usare la dicitura "Stato di Palestina" su tutti i documenti ufficiali, quali passaporti, patenti di guida e carta d'identità, dopo il riconoscimento ottenuto alla fine di novembre dall'Onu come "Stato osservatore non membro". E' quanto si legge nel decreto citato dall'agenzia di stampa ufficiale Wafa.

5. Israele, un muro nel Golan. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato oggi l'intenzione di costruire un muro di protezione lungo la linea di frontiera con la Siria, con l'obiettivo di difendere lo stato ebraico da "incursioni e terrorismo". Intervenendo alla riunione di governo, Netanyahu ha sottolineato come la barriera in costruzione lungo il confine con l'Egitto sia quasi finita, annunciando quindi l'intenzione di "costruirne una identica, con alcune dovute modifiche a causa di condizioni diverse, lungo le Alture del Golan".

6. Hillary torna al lavoro. Il Segretario di stato americano, Hillary Clinton, assente dalla scena pubblica dal 7 dicembre scorso per problemi di salute, riprenderà oggi le sue funzioni. Lo ha annunciato ieri sera il Dipartimento di stato.

7. Il Regno pronto a difendere le Falklands. Il premier britannico David Cameron ha dichiarato oggi che il Regno Unito sarebbe pronto a combattere, se necessario, per mantenere il controllo delle Falkland, le isole dell'Atlantico rivendicate dall'Argentina. Il premier ha sottolineato in un'intervista a Bbc1 di essere stato "assolutamente chiaro" sul fatto che Londra sarebbe pronta a difendere le isole con la forza militare. Il Presidente dell'Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, ha riaperto l'offensiva diplomatica sulla sovranità delle Falkland in una lettera aperta pubblicata il 3 gennaio scorso sul quotidiano britannico The Guardian, chiedendo a Cameron di aprire i negoziati per la restituzione dell'arcipelago. Richiesta subito respinta da Downing Street.

8. Bahrein, condanne a leader rivolta. La Corte di appello del Bahrein ha confermato le condanne per 13 leader della rivolta del 2011, che vanno da un minimo di 5 anni all'ergastolo. La decisione è inappellabile.

9. Budapest, Klubradio in festa. La radio dell'opposizione ungherese Klubradio ha ottenuto una nuova vittoria giudiziaria che costringe il consiglio mediatico, composto in maggioranza da uomini del premier Viktor Orban, a concedere la frequenza commerciale su cui tradizionalmente trasmetteva. La radio, in base a una controversa legge voluta dal governo era stata spostata su un'altra frequenza, e disponeva solo di un'autorizzazione temporanea da rinnovare periodicamente che teneva lontani gli investimenti pubblicitari.

10. Iran, morte sospetta di un blogger. Perseguire i responsabili della morte in carcere di un oppositore e controllare maggiormente i centri di detenzione. Sono le proposte di una commissione del parlamento iraniano che ha indagato sulla morte in carcere a Teheran del blogger Sattar Beheshti. L'uomo, di 35 anni, era morto nella famigerata prigione di Evin nel novembre scorso, quattro giorni dopo l'arresto per ''crimini informatici'' .

© Riproduzione Riservata

Commenti