Soldi

Bill McBride: immobili, il peggio è passato

Per il celebre blogger americano, il settore delle abitazioni si è rimesso in moto e si prepara a colmare il gap accomulato negli ultimi anni

Uno dei numerosi cantieri di Houston, Texas (Scott Halleran/Getty Images)

Ancora una volta, la voce fuori dal coro di Bill McBride ha azzeccato le previsioni. Quando tutti ipotizzavano un ulteriore declino dei prezzi delle case per il 2012, l'oracolo di Newport Beach ha annunciato che la fine della curva discendente era prossima e aveva segnato sul calendario la data di marzo 2012. A distanza di mesi, il calcolo si è rivelato quanto mai azzeccato: i prezzi delle abitazioni, infatti, sono cresciuti di quasi il 5% lo scorso anno.

Pochi giorni fa, in tema di previsioni per il 2013, McBride torna a scrivere di immobili. “Gli investimenti residenziali hanno ripreso quota nel 2012, le nuove costruzioni sono cresciute del 20%”. L'autore del blog Calculated Risk tiene però a precisare: “L’incremento a doppia cifra non basta: gli investimenti residenziali, che contribuiscono fortemente alla crescita del Pil e all’occupazione nelle prime fasi della ripresa, sono ancora a uno fra i livelli più bassi da quando l’Ufficio Nazionale di Statistica ha iniziato a tenerne traccia a partire dal 1959”. Ed è proprio la loro debolezza una delle ragioni per cui la ripresa è stata finora piuttosto pigra.

Ma le cose stanno per cambiare: gli investimenti residenziali, prevede il blogger americano, accresceranno il loro peso in relazione al Pil nel corso di quest’anno, per quanto questo rimanga in termini percentuali appena sopra al minimo storico. Complice l’andamento demografico, infatti, la costruzione di nuove abitazioni unifamiliari ha registrato un’impennata di circa il 25% nel 2012.

“Le 770mila unità abitative iniziate nel 2012 sono ancora il quarto valore più basso, dopo il triennio 2009 – 2011, ma la nascita di nuovi nuclei familiari suggerisce che le nuove abitazioni torneranno vicine alla media di 1,5 milioni l’anno, il valore medio del periodo 1959 – 2000”. Il che significa che, anche se non raggiungeranno i livelli record del 2005, potrebbero raddoppiare nei prossimi due anni, rispetto al 2012.

McBride scommette che le vendite di nuove case e l'inizio di nuove costruzioni potranno crescere del 20-25% nel corso di quest'anno. "Siccome questo farà del 2013 il sesto anno più debole per le nuove costruzioni e il settimo più debole per le vendite, il 2014 presenterà valori più sostenuti".

L’andamento dei prezzi sembra confermare il trend e, quest’anno, McBride non è più solo a difendere questa tesi: “Indicatori come Case-Shiller Composite 10 e Composite 20 , che prendono in considerazione i prezzi delle prime dieci e venti aree urbane metropolitane, hanno registrato un andamento positivo negli ultimi mesi dell’anno confermato anche da altri indicatori. Attualmente, sembra che l’indice Case-Schiller Composite 20 si attesterà sul 6% entro la fine di quest’anno”.

Per il 2013, dunque, McBride prevede, pur a un ritmo meno celere che nel 2012, un ulteriore incremento dei prezzi compreso fra +1,4 e +4,8%. Considerato che anche le vendite di case nuove seguono il medesimo andamento, Mc Bride annuncia : davanti al mercato immobiliare americano si apre un biennio di crescita solida.  

A quanto pare, dunque, il vento ha finalmente cambiato rotta.

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