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Fiat Panda, vendite e premi a Pomigliano

La piccola utilitaria solleva il bilancio del Lingotto. E la busta paga dei dipendenti di Fabbrica Italia. Ma il futuro resta nero

L'mministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne alla presentazione della Nuova Panda (Credits: Ansa)

Un regalo di Natale del tutto inatteso e una lettera di ringraziamento per i 2.146 dipendenti della società Fabbrica Italia di Pomigliano, che si ritroveranno nella busta paga di fine mese 500 euro in più per i due premi ricevuti della medaglia 'Silver World class manufactoring' di giugno, ed il primo posto alla Lean Production di settembre. Il tutto a un anno esatto dal lancio della nuova Panda.

L'amministratore delegato della newco, Sebastiano Garofalo ha ringraziato i dipendenti scrivendo loro: ''Il 2012 per tutti noi è stato un anno caratterizzato da ansie e sacrifici ma anche da grandi soddisfazioni. Finalmente grazie al vostro lavoro ed alla costanza nel perseguire obiettivi sempre più sfidanti, anche la miglior concorrenza, oltre che il managment Fiat, ha riconosciuto i risultati che noi abbiamo raggiunto. Mi riferisco al conseguimento del Silver WCM a giugno, ed alla vittoria di settembre nella gara della Lean Production con oltre 700 siti produttivi internazionali. Il riconoscimento relativo al Silver WCM prevede anche un premio in denaro di 200 euro. La novità che ho il piacere di comunicare è che anche per la vittoria nella competizione internazionale Lean Production riceverete un premio aggiuntivo in denaro di 300 Euro. Bravi!''

Sembra incredibile, eppure nell’ennesimo tonfo commerciale della Fiat in Europa, dove le immatricolazioni del Lingotto a novembre hanno fatto segnare un sempre più preoccupante -12,8%, c’è un elemento che consola. Ed è proprio il buon risultato ottenuto dalla Nuova Panda, che con circa 15.600 modelli venduti, si attesta come vettura leader nel segmento A, quello delle utilitarie. Un exploit che farà felici anche i lavoratori dello stabilimento di Pomigliano , dove la Panda viene prodotta.

Il futuro però continua ad essere nero per la Fiat, vittima anche della volatilità della Borsa tra i rumors di un aumento di capitale necessario per l'acquisizione del 41,5% di Chrysler dal Fondo Veba e le smentite della casa madre.

Reazioni negative che d’altronde non sorprendono se si considera che il Lingotto, a fronte di un mercato continentale che, secondo i dati resi noti dall’Acea, l’Associazione che riunisce i costruttori europei, perde il 10,1%, fa come detto peggio della media, attestandosi a -12,8%. Un risultato su cui pesano ancora una volta i risultati quanto mai pessimi di Alfa Romeo, che fa segnare un -34%, e Chrysler/Lancia, le cui perdite si fissano invece a -26%. Lievemente più contenuto il crollo del marchio Fiat, che grazie anche alla citata brillante prestazione della Nuova Panda fa segnare solo un -7,8%. Un quadro di generale decremento che ha come conseguenza immediata anche un calo nella quota di mercato che, nel contesto dei Paesi dell’Unione e di quelli dell’Efta, si attesta a quota 6,1% contro il 6,3% di un anno fa.

Se si considerano poi i primi undici mesi dell’anno, le cifre si fanno ancora più pesanti, con il Gruppo Fiat che registra complessivamente immatricolazioni in calo del 15,6% e una quota di mercato che cala dal 7% di un anno fa all’attuale 6,4%, con il marchio Alfa Romeo che fa registrare il dato più negativo, a quota -30,7%.
Il tutto in un contesto generale che comunque, ennesima blanda consolazione, resta di complessivo arretramento. Anche la Volkswagen infatti, che conserva la leadership continentale con una quota di mercato a che a novembre cresce addirittura dal 23,7% di un anno fa al 25,7% attuale, deve fare i conti con un calo complessivo delle immatricolazioni che per il Gruppo è pari a -2,5%. Molto peggio va invece alla Ford con un -10,2% e a seguire, in una sorta di classifica del peggio, il Gruppo Gm che controlla la Opel che segna un -13,1%, il Gruppo Psa Peugeot/Citroen che deve fare i conti con un -16%, e infine, la Renault che segna un devastante -27,4%.

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E come se non bastassero già questi numeri a fotografare in maniera chiara lo stato di desolazione del mercato automobilistico europeo, c’è un ulteriore elemento che getta un luce sempre più fosca sul futuro. Stiamo parlando del calo costante di immatricolazioni  sul mercato tedesco. Per lungo tempo infatti, proprio le vendite in Germania avevano contribuito a sopperire alla generale crisi europea. Ora però anche la Germania fa i conti con un clima di generale stagnazione. Il mese di novembre si è chiuso con un -3,5% rispetto alle stesso periodo dell’anno scorso, un calo che tradotto sui primi undici mesi scende all’1,7%. Segnali preoccupanti, ma che comunque vanno visti con il giusto senso delle proporzioni, soprattutto da noi italiani, visto che il 2012 per i tedeschi dovrebbe chiudersi con un consuntivo di circa 3,1 milioni di vetture prodotte, niente a che vedere con il nostro striminzito bilancio di 1,4 milioni di vetture, un dato che stime autorevoli danno addirittura in calo a 1,3 milioni per il 2013.

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