L’adolescenza di un figlio

Quando un figlio diventa adolescente non sempre si è preparati ad affrontare il ciclone da cui si viene investiti. I miei figli sono ancora piccoli, ma un bel libro mi ha già fatto vedere uno spaccato di quel mondo.

Adolescente

Andrea Polo

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Qualche giorno fa sono andato per lavoro a Roma, mentre facevo ora alla Stazione Termini in attesa del mio appuntamento, come spesso mi accade mi sono trovato a girellare per le corsie della grande libreria che si trova proprio all’ingresso. Ad un certo punto il mio sguardo distratto è stato attirato da una copertina e da un nome: su fondo bianco campeggiava la foto di un padre e un figlio, il primo guardava con evidente affetto e ironia il secondo che, di contro, guardava con occhi fieri e di sfida me e tutti gli altri che si avvicinavano a quel libro. Il titolo è emblematico: “Scazzi”, gli autori due, padre e figlio, Michele e Nicola Neri.

In una vita precedente, quando lavoravo per un’altra azienda, avevo molti più capelli e Marco e Giovanni ancora non erano nati, ebbi modo di lavorare con Michele, il padre di quella foto. È assurdo, ci siamo parlati telefonicamente decine di volte, ci siamo trovati bene (almeno per parte mia!), e dal nostro comune lavoro sono nate cose interessanti eppure…non ci eravamo mai visti in faccia. La prima volta che gli davo un volto era su quella copertina. Non potevo che comprare il libro.

Nel mio viaggio di rientro dall’ Urbe verso la Madunina ho cominciato a leggere e, in poche pagine, ero già in un mondo assurdo. Sapevo che prima o poi quei due batuffoli che mi girano per casa sarebbero diventati adolescenti, ma fino a quel viaggio in treno avevo allontanato il pensiero, lo avevo nascosto ben in fondo ad un cassetto che, senza preavviso alcuno e per mano del mio vecchio amico Michele, era stato aperto.

Scazzi (edito da Mondadori, pp 252 € 16.50, disponibile anche in ebook http://www.librimondadori.it/libri/scazzi-michele-neri-nicola-neri) è uno di quei libri che i genitori non vorrebbero leggere, ma che devono leggere. Con assoluta schiettezza Michele mette a nudo il suo essere padre separato di due figli (una terza arriverà nel corso delle pagine) e racconta come abbia visto cambiare giorno dopo giorno il suo primogenito, trasformatosi dal bimbo che a due anni, mentre cerca di scendere da solo un gradino, guarda con occhi in cerca di conferme il proprio padre, in adolescente contro. Contro le regole stabilite, contro la scuola, contro i genitori, contro se stesso. O forse contro nessuno, solo alla ricerca della propria identità.

Mi sono ritrovato a pensare ad una foto che ho chiusa in un album, quella in cui un piccolissimo Marco di due anni cerca di scendere da solo per la prima volta uno scalino e guarda, in cerca di conferme, in direzione dell’obbiettivo dietro cui c’è suo padre, io. Mi sono ritrovato a pensare cosa sarà del nostro rapporto quando anche lui avrà 15, 16 o 17 anni. Mi sono ritrovato a pensare come reagirei io se scoprissi che mio figlio fuma marijuana, salta la scuola, si ubriaca fino a stare male o anche, semplicemente, decide che io e sua madre non siamo più i suoi alleati, ma i suoi nemici. E ho avuto paura.

Ho continuato a leggere questo bel diario a due voci, mentalmente ho preso molti appunti, ma so anche che non si può essere preparati a ciò che accadrà; ciascuno di noi vive la propria vita, anche i nostri figli, che ci piaccia oppure no. Dobbiamo accettarlo, dobbiamo capire quando sono in grado di scendere da soli quello scalino, metterci di lato se serve, fargli capire che la nostra mano è pronta a raccoglierli, ma che ne abbiamo a disposizione una sola. Quell’altra ci serve per tenere le dita bene incrociate affinché non si facciano troppo male; loro come noi e la buriana dell’adolescenza passi in fretta, lasciando un ricordo indelebile, importante e non necessariamente brutto.

Alla fine di quella tempesta, noi e i nostri figli saremo diversi. Forse, paradossalmente, più vicini e adulti. Entrambi.

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