Sarà New York a celebrare il ritorno in campo di Carlos Alcaraz, assente dal grande tennis dallo scorso 14 aprile quando a Barcellona rivelò a tutti di doversi fermare per un problema al polso. Lo spagnolo agli Us Open ha già vinto due volte e l’assenza di Jannik Sinner gli regala inevitabilmente l’etichetta di favorito, anche se restano i dubbi su un rientro dopo un infortunio così lungo. La mancanza di ritmo, unita al valore degli avversari che già dai primi turni saranno molto temibili e all’umidità di questo periodo nella Grande Mela, sono i dubbi che accompagnano il rientro dello spagnolo. Ma Flushing Meadows è un posto speciale per Carlos, furono gli Us Open a rivelarlo al mondo nel 2021 e l’anno successivo trionfò da giocatore più giovane della storia del torneo con tre partite vinte al quinto set dagli ottavi alle semifinali e un match ball annullato a Sinner. Quel giorno probabilmente nacque il dualismo che sta entusiasmando gli appassionato di tennis e che quest’anno non potremo vedere per l’infortunio di Jannik. Alcaraz a New York ha vinto anche l’anno scorso, proprio contro Sinner e ha fatto di tutto per rientrare in questa occasione decidendo di giocare anche il doppio misto insieme a Serena Williams.
Come sta?
Alcaraz insieme al suo team, ha optato per una terapia conservativa piuttosto che un intervento, tenendo perciò l’arto a riposo ma trovando comunque degli escamotage per non perdere il feeling con l’attrezzo. Si è allenato prima con la mano sinistra, poi con una racchetta senza corde e solamente con il passare dei mesi ha gradualmente aumentato l’intensità, fino ad allenarsi ad alti ritmi con Holger Rune nella settimana prima della partenza per New York. Sin da aprile, l’imperativo è stato non accelerare i tempi di recupero e non correre rischi. Ciò ha inevitabilmente portato a una serie di forfait dolorosi: dai Masters 1000 di Madrid e Roma a due Slam come il Roland-Garros e Wimbledon oltre a gli altri due 1000 di Montreal e Cincinnati. Poi c’è l’aspetto psicologico, non è facile tornare ad utilizzare una parte del corpo alla quale hai avuto dolore per mesi e il polso è sollecitato a ogni colpo, soprattutto nella risposta al servizio che ai massimi livelli arriva ad oltre duecento all’ora.
