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Blitz a sorpresa a Mosca: cosa c’è dietro la missione segreta di John Ratcliffe (capo della Cia)

Blitz a sorpresa a Mosca: cosa c’è dietro la missione segreta di John Ratcliffe (capo della Cia)
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Dalla mobilitazione russa al dossier Iran. Si apre la partita sul Medio Oriente: le sanzioni di Bessent e il piano di Trump per riaprire lo Stretto di Hormuz. Tutti i retroscena del vertice.

È un alone di mistero quello che aleggia sulla breve visita effettuata ieri a Mosca dal direttore della Cia, John Ratcliffe. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha riferito che l’arrivo di Ratcliffe era finalizzato a “contatti tra i servizi di sicurezza”, escludendo che si sita tenuto un incontro tra il capo dell’agenzia d’intelligence americana e Vladimir Putin. Altri dettagli, almeno per ora, non si conoscono. E proprio questa segretezza sta alimentando speculazioni e apprensioni. L’ultimo direttore della Cia a recarsi in Russia era del resto stato William Burns nel novembre 2021: pochi mesi prima, cioè, che Mosca avviasse l’invasione dell’Ucraina. E quindi come va letta la visita lampo di Ratcliffe? Aveva un obiettivo di natura diplomatica? Oppure sta per scoppiare o aggravarsi qualche crisi? Le ipotesi sul tavolo sono molte.

I timori per una nuova mobilitazione e lo stallo diplomatico

Secondo il Wall Street Journal, Putin starebbe prendendo in considerazione l’eventualità di una nuova mobilitazione. Del resto, il mese scorso, la Russia ha condotto delle esercitazioni in tal senso nella regione di Kaliningrad. Il capo del Cremlino non prenderà una decisione definitiva fino alle elezioni parlamentari russe di fine settembre. È quindi possibile che, ieri, Ratcliffe abbia messo in guardia Mosca dal prendere una simile iniziativa. Un’altra possibilità è che il direttore della Cia sia stato inviato come apripista per tentare di rilanciare i colloqui diplomatici sulla crisi ucraina, che sono ormai da tempo in stallo.

Il dossier Medio Oriente e le pressioni su Teheran

Ma attenzione: l’Ucraina non è l’unico dossier su cui Ratcliffe potrebbe essersi concentrato. La sua visita è infatti avvenuta il giorno dopo che il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, aveva annunciato nuove restrizioni economiche ai danni dell’Iran, che è notoriamente uno dei principali alleati mediorientali del Cremlino. Sotto questo aspetto, è innanzitutto possibile ritenere che Ratcliffe abbia chiesto ai russi di non violare il blocco economico decretato dagli Stati Uniti.

La sponda del Cremlino tra Hormuz e l’accordo nucleare

In secondo luogo, non è neanche escludibile che Washington stia cercando la sponda di Mosca per fare pressione sulla Repubblica islamica e convincerla sia a riaprire Hormuz sia a raggiungere un accordo sul nucleare che sia soddisfacente per Donald Trump. Non è del resto un mistero che Putin ambisca a ritagliarsi il ruolo di mediatore su questo fronte, proprio per permettere alla Russia di recuperare influenza nella regione mediorientale: un’influenza che si è notevolmente ridotta dopo la caduta di Bashar al Assad in Siria nel 2024. Trump, dal canto suo, sta usando la pressione economica per tentare di indebolire i pasdaran e rafforzare l’ala che, all’interno del regime khomeinista, è maggiormente aperta a riprendere i negoziati con Washington. È quindi in questo quadro che la Casa Bianca potrebbe puntare a cercare una sponda con Mosca.

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