borghi stellati toscana
Italia

Alla scoperta dei borghi stellati in Toscana

Rifugi di gusto dove il tempo sembra essersi fermato. Dove vivere atmosfere d'altri tempi tra servizi impeccabili e attenzioni speciali che arrivano dritte al cuore.

Ci sono borghi in Toscana che sono vere e proprie oasi di benessere, dove coccolare tutti i sensi e vivere un’esperienza indimenticabile. Cucine stellate, scenari iconici, atmosfere di altri tempi, servizi impeccabili e attenzioni speciali creano emozioni che restano indelebili nel cuore.

In questi rifugi del gusto il tempo sembra essersi fermato, è come vivere da principi in una bella favola e basta chiudere gli occhi un attimo per sentire il ritmo dei cavalli e delle carrozze che arrivano a corte per una grande serata.

Uno di questi è Casanova, un piccolo borgo etrusco nel comune di Terricciola immerso nel verde delle colline toscane tra Pisa e Volterra, dove si trova Laqua Vineyard la «casa in collina» di Cinzia e Antonino Cannavacciuolo, che per la prima volta portano in Toscana i valori di ospitalità ed eccellenza culinaria che li contraddistinguono. Un tuffo nella Toscana più autentica, tra distese di vigneti e antichi borghi medievali, luoghi che invitano a perdersi tra natura e storia, ma anche a brindare in compagnia, trascorrendo piacevoli momenti di convivialità. Come quella che è possibile vivere ai tavoli del ristorante una Stella Michelin Cannavacciuolo Vineyard, dove un grande Social Table consente agli ospiti di condividere chiacchiere e portate, con la cucina a vista che amplifica la sensazione di calore domestico e invita a sentirsi a casa, proprio come si confà a un giorno di festa.

Chef Cannavacciuolo e l’Head Chef Marco Suriano per deliziare e stupire gli ospiti hanno pensato a uno speciale menu in cui si incontrano note di terra, tipiche di questa zona, e ingredienti che richiamano le vicine coste tirreniche come, tra gli antipasti, tonno di coniglio, grano saraceno, datteri, scarola o gambero rosso prescinseua, cetriolo, lievito madre e tra i primi lo spaghetto alle ostriche, il rigatino, brodo affumicato o il risotto, plancton marino, ali di razza e chinotto e per proseguire con il galletto, cacio, pepe e pomodoro del piennolo o gallinella, guancia di vitello, salsa luciana, bottarga d’uovo e per finire pesca acciuga e origano o fragola menta e champagne.

Nello stesso casale si trovano sei suite che, come da DNA della collezione, richiamano il concetto di “casa”; intime e accoglienti, con un design elegante e chic. Tutte hanno un nome proprio, che si ispira alla mitologia: Cupido, Afrodite, Narciso, Euridice, Dioniso e Penelope. Dotate di una o due camere da letto, tutte le suite sono state studiate con area living e cucina privata.

Infine, Laqua Vineyard ospita anche un’accogliente area benessere con i trattamenti per il corpo firmati MEI SPA, prodotti made in Italy a base di oli essenziali ricavati da piante selvatiche e una piscina privata esterna con lounge bar, dove sorseggiare un buon bicchiere di vino pieds dans l’eau, ammirando al tramonto le distese di vigne a perdita d’occhio.

Una strada a sterro in mezzo al bosco vi condurrà ad un’altra destinazione da favola: al Castello di Fighine dell’XI sec, 1 stella Michelin da ben 11 anni, guidato dall’executive chef Francesco Nunziata classe 1987, originario di Nola (Napoli), che si avvale della consulenza del tristellato chef Heinz Beck. Quella di chef Francesco Nunziata al Castello di Fighine è una cucina che incanta gli occhi e il palato (merito anche della sua passione per il design che trasmette in ogni piatto), che coccola i commensali e li fa sentire davanti a un'autentica esperienza.

Insieme a lui, ad occuparsi dei 20 coperti, c'è la restaurant manager e sommelier Marta Baldelli. La carta del Castello di Fighine prevede opzioni di terra e di mare in ogni partita, con una buona presenza dell'elemento vegetale (non a caso l'orto vicino funge da ispirazione per lo chef e rifornisce molte erbe).

Tra i piatti spiccano gli antipasti il foie gras, nespole, mandorle e basilico o la capasanta scottata ceci e agrumi, tra i primi i tortellini di carciofo, cavolo nero, bottarga e infuso di topinambur o il risotto all’ortica, pistacchio e animelle glassate, e tra i secondi il piccione, cipolla e scorzonera rombo, cavolfiore e melograno.

Dettagli apprezzabili sono le varie carte, dalle più usali come quelle dei caffè o dei tè e delle tisane alle più particolari come quella delle acque o dei sali: la scelta è tra il bianco di Cervia, il rosa australiano, l'affumicato danese e il nero cipriota.

Anche per il 2024, inoltre, il tema della sostenibilità rimane una priorità chiave per il Castello di Fighine: l’orto di proprietà all’interno del borgo fornisce erbe aromatiche e verdure che lo chef utilizza in cucina, insieme all’impegno verso pratiche ambientali responsabili, per ridurre lo spreco alimentare.

Una cucina, un servizio e una location che meritano un viaggio. Non solo buona tavola ma anche il fascino di un castello di charme, dove si respira una storia importante, immerso nel verde, proprio al confine della Toscana. Lo splendido borgo conta cinque ville e due appartamenti arredati dai designer di fama internazionale David Mlinaric e Hugh Henry, in grado di accogliere 34 ospiti, la chiesa di Pieve di San Michele Arcangelo di Fighine, un teatro e splendidi giardini.

E se come scriveva Shakespeare, «siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita« allora merita davvero di vivere questi splendidi Borghi stellati!

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Federico Minghi