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(Rosita Stella Brienza)
Viaggi

Giordania, un viaggio che riempie una vita

L'atmosfera di Amman, la bellezza del deserto del Wadi Rum, il fascino di Petra e molto altro in un viaggio che tutti devono fare per scoprire un paese unico

Viaggiare in Giordania significa scoprire la sua essenza, entrando in un mondo dove l’antico si unisce al moderno, senza mai scadere in fastidiosi eccessi. Luogo di transito e crocevia di antiche vie carovaniere, ha ospitato le più potenti civiltà imperiali del passato: egiziani, assiri, babilonesi, ittiti, greci, romani, arabi, turchi, crociati e inglesi, per questo custode di templi, castelli e fortezze.

(Rosita Stella Brienza)

La sobrietà collega tutti i punti della mappa e lo fa nel segno dell’autenticità e della bellezza per cogliere quei particolari che in genere, quando si è in tanti, nemmeno si notano. I paesaggi, la natura incontaminata, i grandi spazi del deserto, le urla dei mercanti, gli odori e i sapori permettono di scoprire una dimensione più umana della Giordania, come fosse una giostra eccitante, ma più lenta. Le donne chiacchierano tra loro e raccontano la loro emancipazione, mentre si sente forte l’energia degli under 30, che a volte si unisce a quella delle loro madri per mantenere viva l’economia del Paese.

E’ il caso di Mohammed che, con sua madre, ha aperto un “home restaurant” a Petra, la città antica scavata nella roccia e custodita tra le montagne del Medioriente, per secoli sotto la guida di popoli arabi, dotata di un ingegnoso sistema di canalizzazione delle acque e nominata prima. ottava meraviglia del mondo antico, e poi patrimonio dell’agenzia dell’Unesco.

Petra, tra i siti archeologici più famosi al mondo, è davvero meravigliosa, ma restituisce a chi la guarda quel senso di fragilità del mondo se solo si pensa che un centro di così grande importanza è stato pressochè abbandonato. Se gli accessi alla scoperta della facciata del Tesoro e del Monastero sono diminuiti di molto, è possibile assistere a spettacoli teatrali a lume di candela dove si cantano le vecchie storie in un’atmosfera di magia pura. Si rimane seduti sulle stuoie proprio di fronte al Tesoro, mentre le storie cantate dai maestri si accompagnano al suono dolce del flauto.

La dolcezza di Amman è diversa da quella di Petra. La seconda è una nenia, la prima è una canzone moderna. Amman si apre su 25 colli e sul più alto, a circa 850 m sul livello del mare, si trova la Cittadella: sito dell’antica Rabbath-Ammon occupato sin dall’Età del Bronzo e l’Età del Ferro, e poi in epoca romana, bizantina e omayyade. Due imponenti colonne sono ciò che rimane del Tempio di Ercole, costruito sotto Marco Aurelio (imperatore dal 161 al 180 d. C.), mentre il Palazzo degli Omayyadi, edificato dagli arabi nel 720 d.C., è stato quasi completamente distrutto dal terribile terremoto del 749. Il colle a forma di L offre una incredibile vista su Amman, dove a ovest c’è ricchezza e compostezza tra le vie degli alberghi più lussuosi, a est c’è modestia e caos tra le case addossate e al centro c’è il Downtown, dove il via vai di gente aumenta il venerdì: primo giorno festivo della settimana.

La Giordania è frenetica, fino a quando, camminando nel silenzio del deserto, l’atmosfera del Wadi Rum (in arabo: Valle della Luna) scioglie il mistero in una rinascita, dove si coglie il senso di responsabilità nei confronti della felicità. Qui i racconti del vento avvicinano ai beduini che cucinano prelibati piatti di carne sotto la sabbia. Sono soliti mangiare il Mansaf (in arabo: teglia), gustoso piatto fatto di riso e carne d’agnello, utilizzando la mano destra e mettendo la sinistra dietro la schiena per vivere lo spazio in perfetto equilibrio con gli altri. Se a Petra, il caffè verde apre le danze a tavola in segno di gradita ospitalità, nel deserto si beve l’arak (tipico liquore al gusto di anice). Il liquore e il caffè portano lontano e invitano, chi ha voglia, a raggiungere una delle mete più interessanti del Medioriente.

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Rosita Stella Brienza