Televisione

Sanremo 2019: Ligabue infiamma il Festival, tutti pazzi per la Berté

Dal monologo di Bisio all'esibizione di Eleonora Abbagnato, ecco i momenti più belli e di "puro" show nella serata dei duetti di Sanremo 2019

Sanremo 2019

Francesco Canino

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La lunga notte dei duetti è una granitica certezza festivaliera. Baglioni sfodera l'artiglieria pesante e per la quarta serata del Sanremo 2019, vigilia di finalissima, il palco dell'Ariston si trasforma in una porta girevole dalla quale transitano 56 artisti, tra cantanti, attori e ballerini blasonati. Ecco il meglio e il peggio del super show andato in scena l'8 febbraio.

Sanremo 2019, il rock di Ligabue infiamma l'Ariston

La magia del Festival si rinnova: al netto di ogni retorica catodica, è incredibile vedere come un piccolo teatro di provincia, l'Ariston, riesca incredibilmente a trasformarsi in un palco dove si respira un'atmosfera internazionale. Così, la serata dei duetti diventa parata di artisti, cantanti, attori e ballerini da far invidia ad un super show mastodontico. È il nostro SuperBowl, diciamolo.


Dopo i primi duetti e la pubblicità, "a schiaffo", come si dice tecnicamente, tocca a Ligabue scaldare l'atmosfera con la sua Luci d'America. Poi, in coppia con Claudio Bisio, tira fuori un'inattesa verve ironica e si mette in gioco - andando oltre la solita rigidità - chiedendo all'attore una presentazione classica con tanto di uscita dalla scalinata (mai era stata così poco valorizzata in un Festival).

Ci prende gusto, rientra con una maxi chitarra, poi seduto su un trono con tanto di cappa regale. E dopo un classico, Urlando contro il cielo, scatta l'ora del duetto con Claudio Baglioni e assieme decidono di omaggiare Francesco Guccini con Dio è morto. "È la mia seconda volta a Sanremo in trent'anni", chiosa soddisfatto. "Anch'io ci sono venuto due volte in trent'anni e poi due volte di fila in due anni", gli fa eco Baglioni. Come a dire "è un attimo che ti chiamano a fare il direttore artistico".

Non solo musica, i 4 momenti da ricordare

Per sapere tutto (ma proprio tutto) sui duetti, ci sono le pagelle live di Panorama. Qui invece spostiamo la vista in maniera laterale, puntando sui co-protagonisti dei duetti, con quattro momenti da ricordare. Il primo colpaccio lo mette a segno Il Volo, che duetta con il violinista Alessandro Quarta: carismatico e pop quantro basta, è una delle eccellenze della musica italiana nel mondo.

Una menzione la meritano i Kataklò, che trasformano in musical raffinato l'esibizione di Arisa (con Tony Hadley che azzarada un improbabili italiano), e ancora le due étoile della danza, Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel, con una super sferzata di poesia ed eleganza (mentre canta Francesco Renga): chapeau alla Abbagnato, di una bravura e una classe inarrivabile. Bravo ma già lo sapevamo, Beppe Fiorello che canta in coppia con Paola Turci. Da citare anche Massimo Ottoni, maestro della sand art, che crea un capolavoro con la sabbia mentre canta Enrico Nigiotti. Un tocco in più in una serata di puro spettacolo. 

 

Il monologo di Bisio e il ricordo di Genova

Due invece i momenti più intensi. A cominciare dal monologo interiore di un genitore che tenta di capire un figlio distante, portato in scena da Claudio Bisio. Ironico e tragico, dopo tanti sketch comici, Bisio punta sul suo lato più impegnato interpretando Il mestiere del padre, un pezzo dello spettacolo teatrale ispirato a Gli sdraiati, il bestseller di Michele Serra, che è anche suo autore al Festival. A sorpresa, sul palco arriva poi Anastasio, il vincitore dell'ultimo X Factor, che canta un pezzo scritto apposta per l'occasione: e se fosse una prova generale per la sua partecipazione al Festival del 2020? 


Breve, ma intenso, il passaggio dedicato a Genova e alle 43 vittime del crollo, proprio nella giornata ion cui parte la demolizione di quel che resta del Ponte Morandi. "Questa mattina è cominciata la demolizione", annuncia Baglioni. "Simbolicamente è cominciata la costruzione di un nuovo ponte. Un inizio e una fine che si incontrano nello stesso giorno". 

Matteo Salvini contro Achille Lauro

Piccola nota a margine. Nella polemica sul duetto più chiacchierato della serata, quello tra Achille Lauro e Morgan, entra a gamba tesa anche il vicepremier Matteo Salvini. Intervistato dall'inviato di Striscia la NotiziaGimmy Ghione, dice la sua sulla canzone Rolls Royce (qui il vero significato del testo). "È terribile, mi fa schifo solo l’idea. Anche perché cita qualche personaggio che in passato ha abusato e non è finito bene. Preferivo le caramelle dei Dear Jack, rispetto alle Rolls Royce di sto tizio", spiega Salvini. 

Sul fronte della gara, da citare la seconda standing ovation per Loredana Berté (superlativa, in coppia con Irene Grandi si mangia letteralmente il palco): un successo clamoroso che fa ben sperare per il podio. Intanto, quasi all'una del mattino, arriva il verdetto e la premiazione per il "Miglior duetto" della serata: a sorpresa, la giuria d'onore premia Motta e Nada con la canzone Dov'è l'Italia, che incassa però i fischi del pubblico. E ora non resta che aspettare la finalissima.

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