Televisione

Pio e Amedeo: "Emigratis 3, irriverenti per abbattere i pregiudizi"

Intervista ai protagonisti del programma cult di Italia 1, in onda da lunedì 19 marzo in prima serata. Anche Fedez e Bocelli ospiti di Pio e Amedeo

Emigratis Italia 1

Francesco Canino

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Politicamente scorretti, grotteschi, sempre sopra le righe. Dopo aver scroccato l’impossibile da vip e sportivi, Pio e Amedeo tornano con Emigratis e un nuovo obiettivo: trovare il modo per arricchirsi e sistemarsi per sempre. La partenza è di quelle con il botto, visto che nella prima puntata della terza stagione del programma – in onda su Italia 1 da lunedì 19 marzo, in prima serata – i due attori lanciati da Le Iene tenteranno di sposarsi in Spagna. Il matrimonio gay non va in porto ma da lì parte il viaggio in cinque tappe dall’Olanda all’America passando per Russia, Polonia e l’Inghilterra, incrociando progetti e tentativi di business surreali in cui coinvolgeranno volti noti e star mondiali.

Pio e Amedeo, com’è nata l’idea per la terza stagione di Emigratis?

Lo spunto per il programma è venuto dalla vita vissuta: per anni abbiamo scroccato vitto e alloggio agli amici di Roma e Milano, quando cercavamo il modo per sfondare. Il format ha funzionato e questa volta abbiamo deciso di fare un passo in avanti.

L’obiettivo è trovare infatti un modo per fare soldi e sistemarvi per sempre. Vale ogni mezzo per riuscirci?

È solo il pretesto per parlare di temi importanti, di quelli che in tv si affrontano sempre con la retorica e le frase fatte, dai diritti alla disabilità e adozioni. Noi ne parliamo come ne parlerebbe l’uomo della strada, lati spigolosi annessi.

Nella prima puntata la combinate grossa: il progetto è il matrimonio gay. Così avete scatenato una parte del pubblico omosessuale che vi chiede di non cadere nel cliché de Il Vizietto.

Noi invece puntiamo proprio sul cliché e il grottesco. Alla fine la discriminazione si abbatte con l’ironia. Chi discrimina non è quello che usa la parola “frocio”, ma dice gay e poi tratta gli omosessuali come fossero appartenenti a un altro genere.

Ma se s’incarna il cliché come si abbattono gli stereotipi?

Noi abbiamo sempre pigiato l’acceleratore sull’esagerazione perché vogliamo incarnare il peggio dell’italiano medio. Ma recitiamo un personaggio, cosa che forse qualcuno dimentica: se riusciamo attraverso il paradosso a far riflettere le persone più ignoranti, il nostro obiettivo è raggiunto.

Il matrimonio alla fine riuscite a celebrarlo?

Siamo andati in Spagna per farlo ma non ci siamo riusciti per un intoppo burocratico. In puntata incontriamo Luca Tommassini, che ci ha aiutato ad abbattere un po’ di pregiudizi, Bob Sinclair e Stefano De Martino, cui chiediamo una mano per i balli di gruppo.

Fallito il matrimonio e l’aggancio della “ricca lobby gay”, su quali altri business punterete?

Cerchiamo di diventare dei fashion blogger. L’obiettivo imprenditoriale è trasformarci in due influncer: per questo incontreremo Gianluca Vacchi, con cui accadranno cose belle e inaspettate. A un certo punto lo abbiamo obbligato a fare un’importante donazione al reparto pediatrico dell’ospedale di San Giovanni Rotondo: l’espediente sarà curioso perché, anche se è stato un gesto nobile, abbiamo voluto schivare la retorica.


 

Chi sono gli altri ospiti famosi?

Tra gli altri ci saranno Andrea Bocelli, alcuni calciatori – tra cui Zlatan Ibrahimović – e ancora Chiara Ferragni e Fedez, con cui abbiamo ormai instaurato un rapporto amichevole.

Chi è stato il vip più disponibile?

Tutti lo sono stati. In particolare i calciatori, forse perché li facciamo uscire dalla monotonia: con noi evadono e si divertono.

Nella precedente stagione il momento cult è stato l’incontro, del tutto casuale, con Angela Merkel. Qual è invece il passaggio imperdibile di questa edizione?

Quando la Merkel ci passò davanti rimanemmo senza parole. L’istinto ci spinse ad avvicinarci e ci rendemmo conto di avere dei puntini rossi addossi: eravamo sotto il tiro dei cecchini. La puntata più forte di questa edizione è la terza, in cui affrontiamo il tema della disabilità. Facciamo arrivare in America un ragazzo autistico di 41 anni: con lui andremo a Las Vegas per giocare e vincere al casinò. Anche in questo caso, con l’ironia abbatteremo i pregiudizi.

State già lavorando a Emigratis 4?

Ancora non sappiamo se ci sarà una quarta stagione, almeno per ora, perché vorremo fermarci una stagione.

Magari per realizzare un nuovo film?

L’idea per un nuovo film ancora non c’è ancora ma abbiamo qualcosa in cantiere.

Vi piacerebbe tornare a Le Iene?

È il programma che ci ha fatto fare il grande salto: Davide Parenti ebbe il coraggio di mandare in onda due sprovveduti come noi. Ora però siamo cresciuti: è bello riassaporare il profumo di casa, ma per ora non ci abbiamo pensato.

Previsioni per gli ascolti di Emigratis?

Siamo sinceri: sono cose che interessano più agli addetti ai lavori che noi. In ogni caso siamo straconvinti di aver fatto un buon prodotto: ci siamo divertiti e speriamo di far divertire anche il pubblico.

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