Televisione

Grand Tour d'Italia: il meglio della settima puntata

Tutto sull'ultimo appuntamento del programma di Rete 4 condotto da Lucilla Agosti, in onda il 26 ottobre. A Grand Tour d'Italia Ficarra e Picone

Grand Tour d'Itaia Lucilla Agosti

Francesco Canino

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Si è conclusa a Palermo - che Vittorio Sgarbi definisce "la città del dialogo tra culture" - la terza edizione di Grand Tour d'Italia, il programma di Rete 4 condotto da Lucilla Agosti e Cataldo Calabretta, che porta in tv il meglio di Panorama d'Italia. Nella settima e ultima puntata, andata in onda venerdì 26 ottobre, non sono mandati grandi ospiti che hanno raccontato alla loro maniera Palermo e la Sicilia.

Grand Tour d'Italia, i 25 anni di carriera di Ficarra e Picone

È uno dei sodalizi artistici più longevi della tv (e non solo) quello di Salvatore Ficarra e Valentino Picone, che proprio in quetsi mesi celebrano i loro primi venticinque anni di carriera. "Il nostro segreto? La totale disistima reciproca", ironizzano i due comici palermitani, durante la surreale intervista con Lucilla Agosti, che non può fare a meno di farsi travolgere dalle strepitose risposte nonsense della coppia comica.

"Ci siamo conosciuti in un villaggio turistico a Taormina. Io ero in un villaggio vacanze e una sera improvvisai con gli amici uno spettacolino. Lui faceva l'animatore e lo conobbi per caso", racconta Picone. E da quel momento non si sono più lasciati e hanno portato in giro per l'Italia i loro spettacoli e la loro clamorosa ironia, finendo anche dietro il bancone di Striscia la Notizia, che conducono dal 2005. 


 

Lorenzo Fragola, da X Factor al successo

Tra gli ospiti dell'ultima puntata di Grand Tour d'Italia c'è anche Lorenzo Fragola, che rivela subito che cosa gli manca di più della sua terra da quando vive a Milano. "Il cibo e soprattutto l'odore del mare, quello fortissimo che sento ogni volta che atterro a Catania", rivela a Lucilla Agosti, con cui ripercorre le tappe della sua carriera, dalla vittoria a X Factor alle delusioni, passando per la voglia di mettersi in discussione e crescere.

"Ho fatto quasi una gavetta inversa. Oggi ho molta più esperienza, è cambiato l'atteggiamento rispetto al mio lavoro: sono maturato e più consapevole. Per me era tutto nuovo, poi il gioco è diventato lavoro", ammette il cantante che a 23 anni alle spalle ha già due partecipazioni a Sanremo e tre dischi di successo.

Lo street food palermitano secondo Tony Lo Coco

È cominciata a causa di un litigio l'amore per la cucina dello chef Tony Lo Coco, che dopo aver lasciato un banqueting di successo ha aperto un ristorante a Bagheria (1 stella Michelin), diventato un punto di riferimento per i "foodlovers" siciliani e non. Cosa non deve mancare mai nella sua cucina? "Le acciughe sotto sale e l'olio di oliva, che fa da unione a tutti i gli ingredienti stagionali che utilizzo nei miei piatti", rivela.

E per Panorama d'Italia e Grand Tour d'Italia realizza la sua "stigghiola d'autore", rivisitando in chiave "marina" uno dei piatti cult dello street food palermitano. "Lo faccio con il tonno e  e la seppia cotta a bassa temperatura, che utilizzo al posto delle interiora, scottata in padella e servita con del pane al nero di seppia e olio alla carbonella". 


Antonio Presti e la passione per l'arte (e la bellezza)

L'opera d'arte come condivisione. Si può riassumere così la "missione" di Antonio Presti, mecenate conosciuto in tutto il mondo e presidente Fondazione Fiumara d’Arte, intervistato dall'inviato di Grand Tour d'Italia, Cataldo Calabretta. "Metto l'arte a disposizione della mia terra, la Sicilia. Restituisco bellezza a una terra tanto amata. Da quart'anni nella Valle della Lesa ho deciso di creare un presidio di bellezza: donare è anche un atto eversivo, soprattutto in Sicilia", ammette.

Figlio di un imprenditore, Presti ha donato parte del suo patrimonio artistico alla sua terra. "Della regione se ne parla per uno stereotipo negativo, ma questa è anche terra di bellezza e i sicilaini dovrebbero cominciare a riprendersi la dignità e lo statuto che gli viene dalla sua storia e dal suo passato". 

L'anima di Palermo secondo Vittorio Sgarbi 

"Palermo? È la città del dialogo tra culture". Così Vittorio Sgarbi racconta la "capitale" siciliana nel suo incontro con il direttore di Panorama, Raffaele Leone. "Sintetizzarla è impossibile ma la parola che più la connota è quella oggi tanto di moda, integrazione. Io non sono particolarmene favorevole all'integrazione - perché penso che ognuno debba mantenere la propria distinzione - ma a Palermo il mondo cristiano e quello musulmano convivono. È una meraviglia di unità di stili", osserva il critico d'arte.

La possibilità di dialogare senza conflitto e disintegrazione, per Sgarbi è il connotato più forte di Palermo. Il quadro che meglio sintetizza questo aspetto? "L'Annunciata di Antonello da Messina, un'opera sicuramente cristiana in cui la protagonista porta il chador".

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