armi ipersoniche
(Occar Mbda)
Difesa e Aerospazio

Protezione da armi ipersoniche, l’Europa accelera il programma Hydis²

Aumenta l'impegno dell'Italia e dell'Europa nel campo militare con l'accordo sull'arma anti missili ipersonici di nostra concezione

La minaccia rappresentata dai nuovi missili ipersonici, ovvero ordigni in grado di volare a velocità molte volte superiori a quella del suono, rendendo molto complessa la loro intercettazione, è ormai molto diffusa: sono infatti parte degli arsenali di Russia, Cina, Iran e altre nazioni non appartenenti alla Nato. Nell’Alleanza Atlantica sono per ora nella disponibilità degli Stati Uniti, ma sia la Russia, sia la Cina e gli Usa stanno da un decennio investendo notevoli capitali nel loro sviluppo, rendendoli sempre più efficaci e cercando di ridurne le attuali limitazioni. Tra queste ci sono i tempi di schieramento, i costi elevati, i sistemi di navigazione e la precisione, nonché la necessità di poterli lanciare da più tipologie di navi e sommergibili, aerei – non soltanto bombardieri - e da mezzi terrestri. La situazione è conosciuta da tempo e per questo motivo le nazioni dell’Unione Europea hanno dovuto mettere in moto la lenta macchina politica e decisionale, che fortunatamente il giorno 15 maggio ha raggiunto un primo risultato molto concreto.

L’Organizzazione per la cooperazione europea congiunta nell’ambito degli armamenti (Occar), ha infatti incaricato ufficialmente la multinazionale Mbda per lanciare la fase concettuale di Hydis², ovvero un accordo di sovvenzione del Fondo europeo per la difesa per conto dei partner del consorzio HYpersonic Defense Interceptor Study (in sigla, Hydis²) e un contratto d’appalto ad esso collegato mediante il cofinanziamento degli Stati membri. Il tutto dopo che la Commissione europea aveva selezionato questo progetto nel luglio 2023 e i governi di Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi avevano deciso di co-finanziarlo.


(Occar Mbda)

Mbda coordina il consorzio Hydis² che riunisce 19 partner e più di 20 subappaltatori distribuiti in 14 nazioni europee. Oltre a Mbda in Francia, Germania, Italia e Spagna, i partner sono ArianeGroup, Avio, Avio Aero, Bayern-Chemie, Cira, Dlr, Gkn Fokker, Lynred, Ohb System Ag, Onera, Roxel France, Thales Las France, Tdw, Thales NL e Tno.

La firma tra Mbda e Occar segna quindi l'inizio di una fase di progettazione triennale, un'importante pietra miliare il cui obiettivo è selezionare il concetto di arma “anti-ipersonica e anti-balistica” più adatta ed efficace. Mbda dovrà quindi coordinare le esigenze dei partner raccogliendo e armonizzando la definizione degli scenari operativi e dell'interfaccia dei sistemi d'arma, tenendo conto delle future esigenze europee e della Nato; costruire una definizione congiunta di ciascuna possibile minaccia basata sulle conoscenze e competenze di tutti; consolidare i requisiti dei sistemi d'arma e l'integrazione nell'intera catena d’ingaggio del futuro sistema; definire il concetto d’intercettore anti-ipersonico e anti-balistico più adatto alle esigenze delle nazioni europee e con esso l'architettura del sistema d'arma associata per preparare una fase di valutazione e puntare a una data certa per l’entrata in servizio, che a oggi punta al 2035. Successivamente sarà necessario maturare le tecnologie che consentiranno l'implementazione del nuovo sistema d’arma e creare la rete industriale necessaria per sviluppare i futuri sistemi missilistici anti-ipersonici.

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Sergio Barlocchetti

Milanese, è ingegnere, pilota e giornalista. Da 30 anni nel settore aerospaziale, lo segue anche in veste di analista. Docente di materie tecniche presso la scuola di volo AeC Milano è autore di diversi libri.

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