Quei campioni che studiano da manager

L'ex tennista Mara Santangelo e il pugile Clemente Russo raccontano la loro esperienza alla Sport Business Academy dell'Università Bocconi. Per vincere anche nel lavoro

Clemente Russo sta frequentando la SBA per aprire un suo centro sportivo; a Mara Santangelo è invece servita per l'attività di consigliere della Federazione italiana tennis.

Non tutti i campioni dello sport guadagnano in carriera fortune tali da poter poi ritirarsi a vita privata. E molti, indipendentemente dai loro guadagni, non si accontentano di estemporanee esperienze televisive da commentatori tecnici ma cercano nuove sfide dopo l'addio all'attività agonistica. Per loro la SDA Bocconi School of Management, in collaborazione con Rcs Sport, ha istituito la Sport Business Academy (SBA), un centro di cultura manageriale sportiva per dare appunto agli ex-atleti l'opportunità di mettere a frutto la loro esperienza anche in altri ambiti dello sport.

In particolare, la Sport Business Academy propone ogni anno due programmi di formazione: Sport Management: competenze per creare valore nello Sport (il prossimo corso al via il 30 settembre); Sport Marketing, Sponsorship & Event Management (al via invece a novembre). Il programma prevede 15 giornate di studio, divise in tre moduli in aula (con esercitazioni individuali e di gruppo, case studies e confronto con testimoni), due "company visit" e un action plan. Lo stesso piano di studi affrontato da due campioni quali Mara Santangelo, tennista professionista ritiratasi nel 2010 e oggi consigliera nazionale della Federazione italiana tennis, e Clemente Russo, due argenti olimpici e atleta di punta del nostro pugilato, che ha scelto di intraprendere gli studi da manager mentre è ancora impegnato sul ring. Niente di meglio che farsi raccontare da loro gli aspetti vincenti di quest'iniziativa…

L'esperienza di Mara Santangelo

 "La Sport Business Academy è stata per me una grande esperienza formativa, capace di trasferirmi tutte quelle competenze teoriche, tecniche e professionali che prima mi erano prima sconosciute, perché avevo dedicato tutto il mio tempo al tennis. La prima cosa della quale ho goduto grazie al programma SBA è stato poi sicuramente il network: ho infatti conosciuto diverse persone che mi stanno aiutando anche ora nel mio attuale percorso manageriale.

"È stato un programma di lavoro molto intenso, durato sei mesi durante i quali abbiamo lavorato sodo e toccato numerosi temi a 360°, partendo da bilancio e organizzazione di un’azienda, passando per le strutture sportive, fino ad arrivare ai social network e alle nuove tecnologie. Non è stata proprio una passeggiata per me affrontare queste intense giornate di lezione in aula, arricchite dalle testimonianze di altri ex-atleti (come ad esempio Luca Pancalli, Ernesto Albanese e Gianni Valenti) che prima di noi avevano avuto esperienze con la Bocconi e con il mondo manageriale.

"Oggi faccio parte del consiglio federale della Federazione italiana tennis e sono attiva all’interno del Coni con il ruolo di rappresentante degli atleti. Sono impegnata soprattutto nell'aiutare i giovani, specie quelli degli sport minori, che non vengono retribuiti in maniera sufficiente o almeno non come nel calcio. Le nozioni apprese nei moduli del programma della Sport Business Academy mi hanno aiutata ad affrontare con maggior consapevolezza questi nuovi ruoli dirigenziali.

"Tutto quello che ho imparato sul campo da tennis me lo porto nella vita di tutti i giorni. Essere stata una sportiva professionista sta quindi influenzando in positivo anche la mia attuale carriera dirigenziale: in particolare nella determinazione, nel sapere organizzarmi, nella voglia e capacità di perseguire i miei obiettivi e di non arrendermi di fronte alle difficoltà. Ecco perché consiglierei alle aziende di prendere in considerazione figure professionali di ex-atleti o comunque sportivi per integrarli nei propri team. Sono persone che hanno quella marcia in più acquisita sul campo e quella determinazione, volontà di sacrificarsi, di arrivare e di non arrendersi mai che lo sport ha insegnato loro fin da bambini".

L'esperienza di Clemente Russo

 "Ho iniziato il programma di Sport management con sana curiosità ed un pizzico di emozione, visto che si trattava di un campo a me del tutto sconosciuto. Purtroppo lo scorso anno ho potuto frequentare solo il primo modulo del programma, poiché negli altri due ero impegnato con l’attività agonistica.

"Credo che ogni atleta sia anche imprenditore di se stesso: per questo m'interessa acquisire competenze e valori che possano tornarmi utili, una volta sceso definitivamente dal ring, per una carriera da dirigente sportivo. Per il momento ho iniziato a utilizzare le prime nozioni apprese in un progetto ambizioso che sto portando avanti con il mio amico e socio Massimo Panzera: la realizzazione di un centro sportivo che nascerà nella mia terra, nella zona del casertano. La struttura si rivolgerà a tutte le persone che si stanno avvicinando al pugilato in maniera non professionistica per poi vedermi eventualmente coinvolto in futuro come allenatore.

"Quest’anno ho intenzione di concludere il corso alla Sport Business Academy: intuisco che ci siano grandi strategie alla base di ogni modello di sport business di successo e spero di ottenere le chiavi di accesso a questo tipo di conoscenza. Formarmi con un’impostazione manageriale è un mio desiderio e una nuova sfida che ho inserito negli obiettivi per la mia crescita individuale e professionale”.

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