Ma a Nocera è giusto fare calcio?
Ansa
Ma a Nocera è giusto fare calcio?
Sport

Ma a Nocera è giusto fare calcio?

I fatti di Salerno, la resa del Coni e la necessità di un segnale forte. Domande dopo la domenica della vergogna: la sentenza sullo Juventus Stadium è giusta?

La domenica della vergogna del nostro calcio, finito sulle prime pagine di mezzo mondo e che costerà punizioni durissime alla Nocerina e ai protagonisti della farsa di Salerno oltre che chiudere mezzo stadio della Juventus, lascia in eredità alcune domande su cui sarà bene riflettere. La sosta per le nazionali aiuta ed è bene non sprecare tempo perché la confusione sotto il cielo è tanta e si rischia di confondere vittime e carnefici e mettere insieme responsabilità che uguali non sono. Ecco i temi aperti e le riflessioni suggerite dalle vicende di Salerno e Torino:

1 - LA TOLLERANZA ZERO CONTRO LA NOCERINA

Possibile che arrivi una stangata durissima per il club (retrocessione) e per i giocatori che si sono prestati alle simulazioni degli infortuni fino a costringere l'arbitro a decretare la fine del derby dandola vinta agli ultras. Possibile e auspicabile, perché quello che è mancato nell'assurdo pomeriggio di Salerno è qualcuno che si prendesse la responsabilità di scegliere per conto della squadra. In quelle condizioni la Nocerina non poteva giocare, ma facendolo e scegliendo la scorciatoia dei finti infortuni si è messa nelle condizioni di diventare complice e colpevole. Il regolamento esiste ed è durissimo. Che sia applicato.

2 - IL CALCIO IMPOSSIBILE

Se in una zona del Paese non esistono le condizioni per fare calcio o sport o qualsiasi altra attività in condizioni di sicurezza e legalità che si faccia un passo indietro. Se a Nocera Inferiore non ci sono le condizioni perché un giocatore possa considerare irrilevanti minacce di morte, allora non ha senso che si continui a fare calcio a livello professionistico. Non è un obbligo, è un privilegio. Chi partecipa deve garantire condizioni minime di civiltà e qui siamo al di sotto di ogni livello accettabile.

3 - MALAGO' E LA RESA DELLO SPORT

E' curioso che nelle ore successive ai fatti di Salerno, mentre da un lato si chiedeva una risposta forte dello Stato e delle istituzioni, dall'altro il presidente del Coni Malagò se la sia presa con la Lega Pro colpevole, a suo dire, di aver disegnato un girone con dentro sia Nocerina che Salernitana (e magari anche Benevento e Paganese che di problemi ne creano in quantità). Cosa avrebbe dovuto fare la Lega di diverso? Farsi compilare i calendari dagli ultras? Cosa dovrebbe fare la serie A? Dividere ad esempio Napoli e Verona? Impedire la promozione del Brescia per evitare il derby caldissimo con l'Atalanta? Guai a confondere i piani: lo sconcio di Salerno è colpa degli ultras e di chi ne è complice. La ricetta è usare il pugno durissimo, non seguire la loro folle logica.

4 - LA SENTENZA LACUNOSA SULLA JUVENTUS

I cori contro i napoletani nella sera di Juve-Napoli hanno portato, come scontato, alle prime squalifiche di settori dopo il cambio delle norme sulla discriminazione. Scontata la doppia chiusura per la Curva Sud che era sotto condizionale, meno lo stop alla Curva Nord che era ancora 'vergine' dal punto di vista della giustizia sportiva. Ora ci si accorge che il Codice è lacunoso, perché parla di "chiusura di uno o più settori" senza specificare se la recidiva va intesa in senso allargato (la tifoseria di un club) o settoriale (un determinato settore). A logica si deve sottolineare che Tosel ha sdoganato il concetto di parcellizzazione degli stadi e, ad esempio, ha così normato cosa succede in caso di cori in trasferta con sanzione addebitata al settore già precedentemente colpito da sanzione. Dunque la Curva Nord dello Juventus Stadium era alla prima violazione e poteva scattare la condizionale. Invece si è colpito subito duro creando un precedente. Vediamo come sarà applicato in seguito.

5 - NESSUNA TREGUA TRA ULTRAS E CALCIO

La notte di Torino ha anche chiarito che non esiste alcuna tregua tra il mondo ultras e quello delle istituzioni come si era favoleggiato dopo la riforma delle norme sulla discriminazione territoriale. I tifosi della Juventus sapevano a cosa sarebbero andati incontro e non si sono fermati. Altri arriveranno nelle prossime settimane. E' la risposta migliore a chi continua a pensare di poter trattare con i capi bastone delle curve. Quanto ci vorrà ancora per recidere del tutto il legame incestuoso che lega il calcio italiano ai suoi gruppi ultras?

6 - ORA TOLLERANZA ZERO CONTRO I DEVASTATORI

In fondo è andata anche bene. Un anno fa la devastazione del settore ospiti dello Juventus Stadium da parte dei tifosi del Napoli era costata la miseria di 7.000 euro di multa. Questa volta Tosel si è spinto fino a 50.000 euro come tariffario per il lancio di petardi, bombe carta e oggetti contundenti che ha spedito al pronto soccorso quattro persone colpevoli solo di trovarsi nel posto sbagliato. La sensazione è che sia arrivato il tempo di leggi speciali contro i vandali da stadio. Lanciare una bomba carta in mezzo alle famiglie equivale ad assumersi il rischio di commettere un omicidio e lo stesso vale se si scaglia un rubinetto in acciaio. Le multe non bastano più. Al prossimo Consiglio federale si metta mano alla norma e si prevedano squalifiche per settori, divieti di trasferte e altre sanzioni. I cori discriminatori fanno schifo e vanno puniti, quanto accade nei dintorni dei settori ospiti dei nostri stadi oltre che brutto e inaccettabilmente pericoloso.

Seguimi su Twitter @capuanogio

Ti potrebbe piacere anche

I più letti