Edoardo Frittoli

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Alla curva del Tamburello del circuito di Imola sono le 14:18 quando uno schianto improvviso cambierà la storia della Formula1, portandosi via la vita del campionissimo brasiliano Ayrton Senna. La sua Williams-Renault andava a sbattere dritto contro il muretto laterale di destra a 300 all'ora. La monoposto, praticamente spezzata in due, intrappolava il pilota privo di sensi. Poi gli inutili tentativi di rianimazione ed il volo in elicottero fino al Maggiore di Bologna. Ayrton Senna cessava di vivere poco dopo le 18:00 di quella maledetta domenica 1 maggio 1994.

Quel weekend di sangue

Il Gran Premio di San Marino del 1994 ed il sabato di prove furono una vera e propria carneficina. Poco dopo le 13:00 di venerdì 29 aprile nei pressi della Variante bassa la Jordan di Rubens Barrichello, allora agli inizi della carriera, decollava a quasi 250 all'ora, impattando capovolta sull'asfalto. Si temette il peggio, ma fortunatamente il giovane pilota brasiliano se la cavò con qualche contusione.

Esattamente 24 ore dopo l'incidente di Barrichello, alle 13:15 di sabato 30 aprile, la Simtek-Ford di Roland Ratzenberger affrontava per l'ultima volta la curva Villeneuve. La monoposto del pilota austriaco perdeva improvvisamente un'ala anteriore e in pochi istanti impattava a 315 all'ora contro il muretto,disintegrandosi. Tra le lamiere la gravità della situazione fu subito drammaticamente chiara: Ratzenberger giaceva immobile con il casco reclinato verso il basso. Trasportato a Bologna, morirà pochi minuti dopo il ricovero. Aveva 34 anni ed era alla sua prima stagione in Formula 1.

Al semaforo verde del Gran Premio, scattato alle 14:00 di domenica 1 maggio 1994, la Benetton di Lehto rimase ferma. Mentre un gruppo di vetture riuscì a evitare l'impatto, la Lotus di Lamy tamponò violentemente la vettura ferma in mezzo alla pista. Nell'impatto volarono quattro ruote che, schizzando via come razzi impazziti, colpirono quattro spettatori. Uno di loro finirà in coma.

Poco più di 15 minuti dopo, la sorte peggiore toccherà al campione ed eroe nazionale Ayrton Senna, la cui sfolgorante carriera si arrestava contro un muretto di protezione di una delle curve più veloci del circuito di Imola, a causa del cedimento del piantone dello sterzo della sua Williams, modificato il giorno precedente su richiesta dello stesso campione brasiliano.

In attesa di avere notizie sulle condizioni di Senna la gara, nonostante i 4 incidenti gravissimi a bilancio, riprese.

Alle 16:00 Michele Alboreto cambiava le gomme alla sua Minardi. Durante il rientro in pista perdeva la ruota posteriore che colpiva di striscio tre meccanici Ferrari investendo successivamente un tecnico Lotus, che rimase seriamente ferito.

La bandiera a scacchi, una delle più tristi della storia dell'automobilismo mondiale, vedrà passare per prima la Benetton di Michael Schumacher. Ma gli occhi del mondo intero rimasero puntati sulle tv in attesa di notizie sulla sorte di Senna. Alle 18:17 le speranze dei tifosi si spensero quando la Dottoressa Maria Teresa Fiandri annunciava alla stampa l'avvenuto decesso del campione.

Il tragico weekend di Imola cambierà i regolamenti della F1 per il pesante strascico polemico seguito alla morte di Senna e Ratzenberger, soprattutto riguardo la sicurezza dei tracciati (modifica delle curve più veloci e pericolose e introduzione di maggiori vie di fuga) e fece da propulsore all'introduzione del limite di velocità all'uscita dai box.

La carriera di un campione indimenticato

Nato a San Paolo (Brasile) il 21 marzo 1960 da una benestante famiglia di origini italiane, Senna inizia con i kart 100cc all'età di 13 anni. Dopo le prime vittorie, nel 1980 si trasferisce in Inghilterra per correre in Formula Ford. Sempre nel Regno Unito passerà alla Formula 3, dove la sua carriera avrà un'impennata con la vittoria del Campionato nel 1983. Il salto alla Formula 1 avviene l'anno successivo, ingaggiato dalla scuderia Toleman dopo un iniziale interessamento da parte della Brabham. Durante la prima stagione entusiasmante nonostante i limiti della vettura, iniziò la rivalità con il campione francese Alain Prost. Nel 1985 Ayrton Senna passa al team Lotus, con cui ottiene la prima vittoria in F1 all'Estoril, replicata subito dopo sotto la pioggia battente del circuito cittadino di Montecarlo.

Nel 1987 Ayrton Senna è sulle Lotus motorizzate Honda, stagione che conclude al terzo posto della classifica piloti.

I trionfi arriveranno con il passaggio alla Mc Laren, dove il brasiliano rimarrà dal 1988 al 1993 assieme al rivale di sempre Alain Prost. Memorabili le loro manovre spericolate e le relative polemiche a fine gara, mentre la stagione terminò con il primo titolo mondiale di Senna. L'anno successivo esplodeva definitivamente la guerra tra i due rivali della McLaren con l'episodio famoso dello svernamento di Senna a Prost durante la terzultima prova in Giappone. Il mondiale sarà vinto all'ultima gara dal francese, con Senna che minacciò il ritiro dalle corse. Nel 1990 la situazione si invertì con Senna trionfatore davanti a Prost, passato da quella stagione alla Ferrari. Nel 1991 Senna vincerà il terzo titolo incalzato dall'astro nascente della Williams pilotata da Nigel Mansell. Nel 1992 la lotta sarà con il tedesco Michael Schumacher in una serie di episodi controversi durante i quali i due vennero quasi alle mani, mentre l'anno successivo (l'ultimo con la McLaren) terminerà secondo dietro all'eterno rivale Prost.

L'ultimo mondiale vedrà Senna ingaggiato dalla Williams, purtroppo non più competitiva come le vetture degli anni precedenti per il divieto di utilizzo dei dispositivi elettronici deciso dalla Federazione. La monoposto dà molti problemi al campione paulista in termini di affidabilità, fino all'ultima rottura dello sterzo costato la vita al brasiliano volante quel maledetto pomeriggio di 25 anni fa.

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