“Mi chiamo dubbio, vengo tirato in causa quando le incertezze mancano. Mi si chiede di colmare i vuoti, di aggiustare ciò che non torna non di constatare che non torna. questo mi mette in difficoltà. non sono mai comodo, non sono mai semplice. Mi si dice di diventare una firma in calce per una decisione che in realtà è stata già presa. Non c’è una prova, ma ci sono tanti indizi. Indizi lontani dalla logica e dalla credenza interna. Posso lavorare con gli indizi ma non posso farlo se quegli indizi devono per forza esistere pur di farli convergere. Sono il luogo che se le contraddizioni restano tali devono essere accettate. Quando mi si chiede di chiudere gli occhi sulla mancanza di logica io resto fermo. Non per ostinazione ma per responsabilità. Ma se persino io, nato per dubitare, smetto di ragionare allora non resta più nessuno per lo stato e per la vita di un cittadino”. È uno dei passaggi di Giuseppe Brindisi, giornalista Mediaset, ideatore e conduttore dello spettacolo teatrale che ha esordito a Napoli e che il 4 giugno farà tappa al teatro Arcimboldi di MIlano. “Potresti essere tu-il caso Garlasco”. Proprio dal dubbio che si pone Brindisi nasce l’idea dello spettacolo. Sul palco con il giornalista sul palco ci sono l’avvocato Antonio De Rensis, uno dei difensori di Alberto Stasi, Alessandro De Giuseppe, giornalista de Le Iene che ha seguito il caso Garlasco passo dopo passo e il direttore di Gente Umberto Brindani.
Perché lo show
Dopo aver riempito pagine di giornali, cartacei e online, e monopolizzato i salotti dei talk televisivi, il delitto di Chiara Poggi si fa largo dunque tra le poltrone di velluto rosso. Lo spettacolo non affronta i temi dell’indagine in corso. Ripercorre invece quella che ha portato alla condanna di Alberto Stasi. “L’evento porta sul palcoscenico le dinamiche del programma televisivo ‘Potresti essere tu’, trasformando un caso di cronaca nera irrisolto o controverso in un’analisi pubblica con gli ospiti a confronto”. Al termine delle 3 ore dello spettacolo, Brindisi nelle vesti del “dubbio” lascia il pubblico con una provocazione: “Alberto Stasi è in carcere da 3772 giorni, quanti tra voi temono che sia in carcere un innocente? Io sono il dubbio e da stasera sono certo di essere anche il vostro dubbio”. Del delitto di Garlasco si parla da più di un anno su tutte le tv, il fatto è avvenuto il 13 agosto del 2007 e lo spettacolo parte dalla condanna a Stasi e la sua lunga permanenza in carcere analizzando anche altri clamorosi errori giudiziari accaduti in Italia. Colpevole oltre ogni ragionevole dubbio è la frase che ogni giudice deve valutare prima di emettere una sentenza di condanna. Per Stasi è andata davvero così? Il programma di Brindisi porta a ragionare su tutte le vicende che si porta dietro un processo che ha spaccato l’opinione pubblica.

