Oltre 850 espositori provenienti da 50 nazioni, tutte aziende del comparto aeronautico, stanno partecipando all’edizione 2026 del Salone Aero di Friedrichshafen, sul lago di Costanza, in Germania. Sull’aeroporto sede di marchi storici come Zeppelin e Dornier (della quale esiste il museo), l’intero comparto si presenta a pubblico e operatori: in mostra dai velivoli ultraleggeri ai droni, dagli elicotteri ai jet privati a lungo raggio. Questa 32° edizione (22-25 aprile) conta circa cento espositori in più rispetto allo scorso anno, segnando un nuovo record. Tobias Bretzel, direttore di Aero Show – Fairnamic, afferma: “L’aviazione d’affari, con il suo dinamismo, è il motore della forte crescita di Aero; tuttavia, uno dei punti di forza della fiera risiede nella presentazione dell’intero spettro dell’aviazione generale e degli sport aerei in un luogo che può dedicare loro dodici padiglioni.” Un anno particolare questo: dagli Stati Uniti arriva la nuova normativa Mosaic che facilita la costruzione e l’utilizzo dei piccoli aeroplani da parte di privati, un provvedimento atto a svecchiare le normative e rivitalizzare il settore che negli ultimi anni ha rallentato produzione e innovazione, fatta eccezione per quella dei sistemi elettronici. Giusto per fare un esempio, esistono oggi aeroplani da 4-6 posti con sistema di atterraggio d’emergenza automatico, assistente vocale per la navigazione e la gestione del volo, strumentazione digitale integrata che finora si trovava su velivoli di maggiori dimensioni. Così ad Aero ’26 sono tante le novità che spaziano da nuovi modelli di aeromobili e sistemi a nuovi accessori; presente anche il segmento dei taxi volanti elettrici (eVtol) con Volocopter, prima a raggiungere in Europa il traguardo della certificazione Easa. Per l’ala rotante, la tedesca Evocopter svela l’elicottero ultraleggero Evocopter ClassiX, l’unico della sua categoria a essere equipaggiato con il motore Lycoming O-360. Sempre da aziende di casa tedesca, Kaelin Aero Technologies GmbH presenta il B-100C, un addestratore basico che punta alle scuole civili e militari. Ancora più novità dall’Italia, presente con 37 aziende: Piaggio Aerospace presenta per la prima volta il concept “Next Era” per il P.180 Avanti che diventa Avanti Next; la partenopea Tecnam ha portato la variante Vip del suo bimotore P2012, dedicato all’aviazione d’affari; la nuova versione del quattro posti P2010 MkIII, che sarà disponibile per l’intera gamma delle motorizzazioni compresa quella a cherosene. Interessante l’atteso sistema di climatizzazione progettato direttamente in fabbrica e il pacchetto Garmin Bundle con visualizzazione delle vie di rullaggio negli aeroporti, visione sintetica e connettività Starlink. Da Pordenone, Alpi Aviation ha presentato due aeroplani destinati a diventare nuovi punti di riferimento nel settore: il 2-2 posti Pioneer erede del quadriposto Pioneer 400 e il nuovo bimotore Pioneer 800 Twin, quattro posti alimentato da due motori Rotax 916iS, ciascuno da 160 hp, strumentazione digitale Dynon Hdx, di paracadute balistico per l’intero aeroplano e di assistenza vocale al pilotaggio. Il pilota può ordinare a voce la retrazione o l’estensione del carrello, la configurazione dei flap e delle luci. Dal Salento, Promecc Aerospace ha portato in Germania il nuovo velivolo biposto ad ala bassa ad alte prestazioni al quale ha dato un nome coraggioso quanto ironico: TerrOne. Un tettuccio ribassato gli conferisce l’aspetto da racer, mentre alcune caratteristiche come l’ala in un unico elemento e le winglet premiano leggerezza ed efficienza. Sempre presenti anche ING con i modelli Trial e G70, l’equivalente dei fuoristrada ma volanti; Delta Interior, specializzata nell’arredamento di jet d’affari, ICP, Konner e Lamanna Helicopter. In pratica, se si considera la vetrina dell’usato, all’Aero di Friedrichshafen si può acquistare la propria macchina volante spendendo da 20.000 euro per un vecchio ma volante motoaliante, fino a 65 milioni di euro per un jet d’affari Dassault Falcon 6X. Intorno ai velivoli, decine di aziende che producono dagli strumenti di bordo a quelli per la manutenzione, fino all’abbigliamento specializzato. L’intero comparto è valutato in circa sette miliardi di euro, il 40% in meno di quello degli Stati Uniti, ma l’Europa ha un territorio molto più piccolo, una densità abitativa maggiore che rende spesso complessa la convivenza con gli aeroporti e, senza ipocrisia, una politica ecologica folle associata a una normativa soffocante che limitano molto la diffusione dell’aviazione leggera.

Sono 37 le aziende del comparto dell’aviazione generale e d’affari che arrivano dal nostro Paese con prodotti di alta gamma che però, per il 90% vendiamo soltanto all’estero. Normative e green frenano la crescita.