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Trump prepara il piano militare mentre l’Iran si spacca e i negoziati vacillano

Trump prepara il piano militare mentre l’Iran si spacca e i negoziati vacillano

Washington sta elaborando nuovi piani bellici in caso di fallimento della diplomazia con l’Iran. Intanto la Casa Bianca annuncia la svolta in Libano

Mentre l’iniziativa diplomatica con l’Iran resta al momento in salita, Donald Trump mantiene sul tavolo l’opzione militare. Secondo la Cnn, gli Stati Uniti starebbero elaborando nuovi piani per colpire le capacità militari di Teheran nello Stretto di Hormuz. In particolare, la testata ha riferito che tali operazioni belliche potrebbero essere condotte, nel caso i colloqui tra Washington e la Repubblica islamica dovessero fallire definitivamente. Del resto, già giovedì il presidente americano aveva incaricato la Marina statunitense di “distruggere” le navi posamine iraniane attive nello Stretto di Hormuz. Fonti americane hanno infatti riferito ad Axios che, negli ultimi giorni, i pasdaran avrebbero continuato a minare l’area.

Per il momento, il processo diplomatico resta in stallo. Trump ha esteso il cessate il fuoco con Teheran a tempo indeterminato, nonostante un funzionario della Casa Bianca abbia fatto sapere che la proroga durerà soltanto alcuni giorni. Dall’altra parte, il regime khomeinista resta internamente spaccato tra un’ala dialogante e una che, legata alle Guardie della rivoluzione, non ne vuole sapere di un’intesa con Washington. Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, sta cercando di trovare difficoltosamente una sintesi tra queste due istanze contrapposte. Ciononostante, almeno finora, il regime è apparso tutt’altro che compatto.

Bisognerà capire se la svolta libanese avrà un impatto positivo sulla diplomazia iraniana. Giovedì, Trump ha reso noto che Beirut e Gerusalemme estenderanno il cessate il fuoco per tre settimane.  “Gli Stati Uniti collaboreranno con il Libano per aiutarlo a proteggersi da Hezbollah. Il cessate il fuoco tra Israele e Libano sarà prorogato di tre settimane. Non vedo l’ora di ospitare presto il primo ministro di Israele, Bibi Netanyahu, e il presidente del Libano, Joseph Aoun”, ha dichiarato su Truth l’inquilino della Casa Bianca. 

Notoriamente Teheran ha collegato la questione libanese al processo diplomatico con Washington. Dall’altra parte, gli iraniani hanno posto come condizione per la ripresa dei colloqui con gli Usa la revoca del blocco decretato da Trump ai porti della Repubblica islamica. Un blocco che il presidente americano vuole tuttavia lasciare in vigore come strumento di pressione negoziale sugli ayatollah. Ayatollah che, dal canto loro, continuano a tenere chiuso Hormuz, irritando la Casa Bianca. È su tali punti che, in queste ore, sta lavorando il Pakistan, per cercare di rilanciare i negoziati tra i belligeranti. Ci riuscirà?

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