Calcio

Spalletti, sì a Pallotta: ecco come sarà la sua Roma

Modulo, punti fermi, mercato e l'obiettivo di vincere subito: così nasce la nuova squadra dopo l'addio a Garcia

AS Roma's coach Luciano Spalletti listen

Giovanni Capuano

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Luciano Spalletti è il nuovo allenatore della Roma: l'incontro con Pallotta a Miami ha portato la fumata bianca e un contratto fino al 30 giugno 2017. Torna nella Capitale dove era già stato dal 2005 al 2009 vincendo due volte la Coppa Italia e una Supercoppa italiana in un duello lungo cinque stagioni con l'Inter di Mancini e Mourinho. A lui è stato riconosciuto uno stipendio molto vicino a quello che legava Garcia alla società giallorossa fino al 2018.

 

Garcia, addio dopo due anni e mezzo

Garcia lascia la Roma dopo due anni e mezzo, positivi all'inizio e in calo poi: secondo posto alle spalle della Juve dei record con 85 punti (primato storico per il club) e poi un altra seconda piazza conquistata, però, dopo una stagione tormentata. Da mesi il rapporto con la proprietà statunitense non era più solido e la fiducia era venuta meno. Gli ultimi risultati (una vittoria su 7 partite in campionato e 10 complessivi) e la distanza dalla vetta hanno fatto il resto portando all'esonero.

Spalletti torna in una piazza che l'ha amato e che attende con impazienza di rivederlo sulla panchina giallorossa. Ha accettato di lavorare con i preparatori atletici e lo staff medico scelto da Pallotta e porterà con se una parte dei collaboratori storici. Dopo l'addio alla Roma è stato in Russia allo Zenit San Pietroburgo conquistando due volte lo scudetto, una Coppa di Russia e una Supercoppa. Poi l'addio, la lunga inattività e il ritorno a Trigoria.

Come giocherà la sua Roma

Non ci sarà una vera e propria rivoluzione, ma la Roma di Spalletti sarà diversa da quella di Garcia. Addio 4-3-3 e surrogati, lo Zar di Certaldo tornerà all'amato 4-2-3-1 anche se all'inizio potrebbe scegliere una versione a due punte. In ogni caso ha delineato strategia di mercato per colmare i buchi della rosa giallorossa soprattutto in difesa, il vero punto debole della stagione con i 38 gol incassati sin qui tra campionato e Champions League.

In difesa i punti fermi sono il portiere Szczesny e il centrale greco Manolas, titolari anche con Garcia. Rudiger sta crescendo e sarà prezioso, mentre si lavorerà per il recupero di Castan. Sugli esterni serve qualcosa oltre a Torosidis e Digne da cui Spalletti dovrà ripartire. In generale potrebbero arrivare due rinforzi: un centrale (Juan Jesus, Tonelli, Caceres i nomi gettonati) e un esterno con l'inserimento delle idee AdrianoSanton e Criscito tra i papabili insieme a Debuchy.

A centrocampo ci sono un paio di versione del modulo. Con la cerniera a due sarebbe privilegiata una Roma muscolare con Nainggolan e De Rossi a copertura della linea difensiva e l'estro di Pjanic spostato nel ruolo di trequartista alle spalle di Dzeko. Però Spalletti potrebbe anche scegliere il 4-3-1-2 con Pjanic trequartista puto e una linea composta da Florenzi-De Rossi-Nainggolan a centrocampo.

La certezza è che Florenzi verrà riportato nel ruolo naturale e non sarà più laterale difensivo come spesso con Garcia. In attacco ci sarà di sicuro Dzeko, pur essendo un centravanti molto diverso dal Totti che era il fulcro di tutto nella prima esperienza di Spalletti a Trigoria. Con lui una o due punte, ma per equilibri tattici non è detto che Salah e Gervinho possano giocare insieme e il pupillo di Garcia potrebbe essere il sacrificato.

Sabatini ha sul taccuino i nomi di Perotti ed El Shaarawy, trattativa già quasi concluse. Deciderà Spalletti, ma potrebbero esserci cambi di direzione perchè le priorità indicate sono altre. Qualche giorno è si capirà tutto. Di sicuro la Roma che giocherà contro il Verona non sarà la vesione definitiva.

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