Calcio

Rivoluzione Juve: così Allegri apre il nuovo ciclo (come voleva fare Conte)

Pirlo, Tevez, Vidal, Llorente: via quattro degli eroi del ciclo bianconero. Ma la squadra è destinata a rinforzarsi e mira a Gotze

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Giovanni Capuano

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Un anno dopo il traumatico sbarco a Vinovo, Max Allegri è diventato padrone della Juventus. Un anno dopo gli insulti e i calci alla macchina che portava lui e Marotta dentro il centro sportivo bianconero, il tecnico del quarto scudetto consecutivo sta disegnando il nuovo ciclo di una squadra che resta fortissima ma che, in piena estate, sta avendo il coraggio di ripartire quasi da zero. La probabile cessione di Vidal al Bayern Monaco segue le partenze di Pirlo e Tevez e anticipa l'addio di Llorente. Significa mezza squadra con cui Conte ha costruito l'ultima sua stagione. Un atto di coraggio e di lucida programmazione, perchè Agnelli sta reinvestendo quanto ricavato sul mercato provando a sostituire ogni pedina con un giovane talento che possa essere già pronto per la sfida.

Nasce così la Juve di Allegri, una squadra che dovrà essere diversa sul campo e che soprattutto dovrà trovare nuovi leader. Sono rimasti Buffon e i mastini della difesa, però l'addio di Pirlo e Tevez soprattutto crea lo spazio per nuovi equilibri in spogliatoio mentre Vidal ha sempre rappresentato la fame e la ferocia dal punto di vista agonistico. Trovare uno come lui sarà difficile e non è detto che sia l'obiettivo numero uno della dirigenza.


Vidal verso l'addio alla Juventus: blitz del Bayern Monaco


Il paradosso è che oggi la Juventus sta facendo quello che Conte voleva che facesse un anno fa: rinnovarsi profondamente e aprire un nuovo ciclo investendo sul mercato. La differenza è che il ct della nazionale avrebbe digerito male il mare di cessioni di uomini importanti, mentre Allegri sta prendendo tutto come una grande opportunità di crescita. Anche nell'anno del fatturato record e della finale di Champions sarebbe stato impossibile per Marotta non autofinanziare le operazioni in entrata, come da filosofia bianconera con unica eccezione il piano da 120 milioni che accompagnò l'arrivo di Agnelli alla presidenza nel 2010.

Come cambierà la Juve? Arriverà un numero '10' di alto spessore ("Serve un fenomeno" ha detto Agnelli quando, non mentendo, disse che nessuno era incedibile) e lo schema base resterà il 4-3-1-2 che Allegri ha impostato nella passata stagione. Pereyra è stato promosso, ma non è abbastanza per affrontare i mari europei con la convinzione di poter tornare almeno nel G8 della Champions League. La pista Cuadrado resta viva perchè consentirebbe una variazione sul tema (4-3-3), mentre si cerca anche Sandro a sinistra come laterale basso per dare un po' di fiato a Evra e rinnovare anche la linea difensiva, rinforzata dalla presenza di Rugani come prima riserva.

Gli obiettivi restano invariati: conquistare il quinto scudetto consecutivo, provare a rivincere la Coppa Italia e ad arrivare almeno ai quarti in Champions League. Questa la mission affidata da Agnelli ad Allegri. Intanto lo Stadium è già tutto esaurito alla voce abbonamenti (28.000) e la gente bianconera ha capito cosa sta succedendo e quale sia politica della società. Anche questo è un segnale di forza e maturità.

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