Calcio

Pozzo choc: "Gli stranieri? Non andiamo a prenderli tra i profughi"

Il patron dell'Udinese scivola parlando delle delusioni di questa stagione. E dimentica la storia di Mavuba, nazionale francese nato in mare

Cagliari Calcio v Udinese Calcio - Serie A

Giovanni Capuano

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Kapopa Ngeri detto Kalas non giocherà mai nell'Udinese. E nemmeno Jbrahim Niakatà del Mali, oppure Kelly Imobhio e Baboucare Ceesay, il gambiano che morì nel corso di un viaggio della speranza vero l'Inghilterra. Magari ci riuscirà Edgar Cani, che adesso sta a Leeds dopo un lungo peregrinare su e giù per lo Stivale iniziato l'8 agosto del 1991 insieme ad altri ventimila disperati della nave Vlora, carica di albanesi venuti a cercarsi un futuro in Italia. Lui aveva due anni e poi è riuscito a fare il calciatore professionista. Non giocheranno mai nell'Udinese, forse, perchè non ne hanno le qualità e non - si spera - perché il patron friulano Giampaolo Pozzo la pensi davvero come ha detto davanti ai giornalisti alla presentazione del nuovo tecnico Colantuono.

"L'anno scorso abbiamo preso alcuni giocatori provenienti da campionati diversi, dove avevano avuto un rendimento superiore. Ma il campionato italiano è un po' atipico, ha bisogno di un certo adattamento - ha spiegato Pozzo -. Sono tutti ottimi giocatori. Non andiamo a prenderli tra i profughi che sbarcano qui". Uno scivolone difficilmente accettabile da parte del massimo dirigente di uno dei club che più lavora nel reclutamento di giovani provenienti da tutto il mondo. Dunque si può anche ritenere che non si tratti di un attacco di razzismo, ma al massimo dell'applicazione di qualche stereotipo duro a morire. Quello, ad esempio, per cui chi è profugo e scappa povero dalla sua terra porti con sé solo problemi e non un bagaglio di meravigliose opportunità.

Pozzo ha sbagliato e, come minimo, peccato di ignoranza. Seguendo il suo ragionamento, infatti, la Francia non avrebbe mai dato un'opportunità a un neonato nato in mare e ora pezzo della nazionale di Deschamps. E' la storia di Rio Mavuba, figlio di Mafuila e Therese, venuto alla luce l'8 marzo 1984 su un battello di profughi dello Zambia in viaggio per scappare dalla guerra. Rio è cresciuto in Francia da profugo e ha finito per giocare a calcio di professione. Anche bene, perché il talento glielo ha permesso. Sarebbe stato un peccato mortale non accorgersene. Pozzo legga la sua storia e ripensi a quella frase scappata via per errore.

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