Calcio

Milan, crisi continua. Ma la colpa non è di Montella...

Contro la Sampdoria è arrivata la terza sconfitta consecutiva. L'attacco non segna e dal mercato non arriva nulla

Soccer: Serie A; Milan-Sampdoria

Giovanni Capuano

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Ora per il Milan è crisi vera. Di gioco oltre che di risultati, anche se Montella insiste nel difendere il suo gruppo raccontando di statistiche secondo le quali i rossoneri creano più adesso che nel girone d'andata quando la classifica sorrideva. Il ko casalingo contro la Sampdoria conferma la tendenza invernale: terza sconfitta consecutiva (quarta considerando la Coppa Italia), solo 5 punti raccolti nelle ultime 7 giornate.

Numeri impietosi sui quali c'è poco da discutere. La striscia negativa ha fatto cadere il Milan dalla zona Europa che, andando di questo passo, rischia di trasformarsi in un miraggio perché l'Atalanta non molla e alle spalle sta crescendo la Fiorentina. Inter, Lazio, Roma e Napoli vanno a un'altra velocità.

La crisi nasce soprattutto dall'attacco

A essere in crisi è prima di tutto la fase offensiva dei rossoneri. Dalla trasferta di Roma contro i giallorossi di Spalletti (12 dicembre) il Milan ha trovato la via del gol solo 4 volte (uno ogni 135 minuti) e, coppa e Crotone compreso, si è trovato in svantaggio in ben 8 occasioni su 10 perdendo la metà delle volte. In mezzo c'è stata la gemma della Supercoppa strappata alla Juventus a Doha, ma la sensazione è che la squadra abbia toccato il limite e stia ripiegando.

Bacca, fischiato dal pubblico a San Siro, non segna quasi mai e su azione lo ha fatto in un'unica partita. A questo Milan non serve, ma Lapadula non ha fatto abbastanza per prendersi il posto strappandolo al colombiano che rimane, nel bene e nel male, l'ancora cui aggrapparsi. Certo, si è appena chiuso il mercato di gennaio che sarebbe stata l'occasione giusta per rinforzare la rosa a disposizione di Montella. Invece il mese è trascorso senza squilli e l'infortunio di Bonaventura ha toccato il Milan nel suo uomo decisivo.

Montella, meritavi di più

I numeri dicono anche che le prime 22 giornate di Montella valgono come le prime 23 di Mihajlovic un anno fa: 1,68 di media contro 1,69. Il confronto, però, è ingeneroso perché Sinisa ebbe un mercato concreto mentre Vincenzo sta facendo quello che può utilizzando il prodotto di un'estate e di un inverno che definire low cost è addirittura generoso. Contro la Sampdoria c'erano in campo dall'inizio solo Pasalic e Deulofeu (prestiti) e Sosa, con Lapadula, Gomes, Vangioni, Mati Fernandez e Ocampos seduti in panchina.

Troppo poco e le responsabilità sono chiare. Manca meno di un mese alla deadline del closing e c'è da augurarsi per i tifosi del Milan che non ci siano brutte sorprese. Il periodo di transizione è durato anche troppo a lungo. La vicenda del no di Caceres, che ha rifiutato un contratto a gettone per rilanciarsi e dare una mano ai rossoneri, è solo l'ultimo schiaffo al blasone del grande Milan di un tempo.

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