L'Inter e il rebus Europa League: conviene?

Stramaccioni insiste, la squadra lo segue. Però, forse, converrebbe ripartire senza il doppio impegno

Stramaccioni sconsolato assiste alla 13° sconfitta in campionato della sua Inter – Credits: Ansa

In fondo l'unica cosa che ancora resta guardabile è la classifica. E' vero che oggi l'Inter è settima e sarebbe fuori da tutto, però l'Europa League in fondo dista solo 2 punti e l'andamento di questa stagione racconta che non solo la squadra di Stramaccioni, ma anche Roma, Lazio e Udinese hanno faticato a trovare continuità. Insomma ha ragione il tecnico quando dice che vale la pena concentrarsi solo sul campo e che i nerazzurri hanno ancora un obiettivo da inseguire. Ha ragione, ma non è detto che siano in tanti a pensarla come lui e che davvero all'Inter convenga sputare quel poco sangue che le resta per inseguire un'estate lunga e tormentata come è stata l'ultima con tutti i riflessi sul prossimo campionato.

"Non arrivare all'Europa League sarebbe un fiasco, ma non facciamo calcoli adesso" ha detto negli spogliatoi di Palermo dopo aver incassato la 13° sconfitta su 34 giornate, peggio della coppia Gasperini-Ranieri un anno fa (erano 12 e alla fine sarebbero state 14) e vicino al record storico di 15 k.o. in un torneo a 20 squadre che risale addirittura al 1947.

A giudicare dall'impegno la squadra lo segue. Altrimenti avrebbe mollato prima e non avrebbe, ad esempio, inseguito il pareggio fino al 95' contro un gruppo in lotta per non retrocedere. Però il dibattito ha un senso considerato come l'Europa League porta pochi soldi e toglie tante energie. Lo ha spiegato il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis con una provocazione: piace ai tifosi pensare di essere in Europa ma andrebbe abolita.

In questa stagione i problemi sono stati superiori alle soddisfazioni. Una lunga striscia di sconfitte nei week end post impegno europeo, difficoltà a gestire la stanchezza ed errori che lo stesso Stramaccioni ha ammesso e che rimandano anche alla sua inesperienza. Quanti degli infortuni che hanno devastato la stagione dei nerazzurri dipendono anche da quello? Impossibile dirlo, ma il sospetto è forte.

In più c'è l'aspetto economico. Introiti bassi (circa 7 milioni di euro quest'anno) e che costringono a un'estate meno remunerativa. L'Inter ha già firmato i contratti per una ricca serie di partite negli Stati Uniti che, però, si incastrerebbe a fatica con l'eventuale preliminare. Sarebbe interessante capire cosa ne pensa la società e quale mercato eventualmente è disponibile a fare, non solo come qualità ma anche a livello numerico per dotare la rosa futura di forze adeguate per affrontare il doppio impegno.

Il calendario non è dalla parte di Stramaccioni e di quelli che la pensano come lui. Trasferta a Napoli, Lazio in casa, Genoa a Marassi e Udinese per chiudere a San Siro. Due confronti diretti e due viaggi quasi proibitivi per motivi opposti. La quota Europa League sarà oltre la soglia dei 60 punti e non è detto che questa Inter abbia la forza per arrivarci a prescindere dalle convenienze. Già, ma conviene davvero?

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