Juventus-Torino, la storia del derby della Mole

Le imprese, le rimonte, le sconfitte, le polemiche della stracittadina più elegante d'Italia

Alcuni dei protagonisti degli ultimi derby torinesi in campo nel marzo 2011 in occasione di una partita di beneficenza (Credits: Jonathan Moscrop - LaPresse)

Tempo qualche ora e Torino potrà celebrare il ritorno della sfida che mancava all’appello da tre anni. Domani sera, la Serie A propone il derby della Mole, la partita in assoluto più attesa per chi vive nella città che per anni è stata la culla della Fiat. La battaglia in calzoncini corti si disputerà nell’inedita cornice dello Juventus Stadium, una novità per i colori granata, che da quelle parti non hanno ancora mai giocato.

I numeri e la tradizione dicono che i favori del pronostico sono tutti per i bianconeri, primi in classifica e con una voglia matta di cancellare la batosta rimediata contro il Milan a San Siro. Tuttavia, mai dire mai quando scendono in campo le due squadre che hanno scritto alcune delle pagine più esaltanti della storia del calcio made in Italy. Perché in occasione dei confronti con la Signora, è cosa nota, il Toro si lustra il mantello e carica a testa bassa. Pronostici da evitare, provare per credere.

90 le vittorie della Juventus, 74 quelle del Torino, 61 i pareggi, 340 le reti segnate dai bianconeri, 309 quelle realizzate dai granata. Record di presenze per Ferrini, che ha preso parte a 26 confronti, davanti a Scirea con 25, Varglien e Depetrini con 24, Bettega e Pulici con 23. In vetta alla classifica dei killer della stracittadina, bomber micidiali per classe e praticità, c’è un certo Boniperti, bandiera e leggenda per il popolo bianconero, che ha fatto centro 13 volte. Sul podio, Pulici e Hansen con 9, dietro Gabetto con 8, Borel, Graziani, Platini e Vialli con 7. Ecco il resoconto delle gare tra le due cugine che non vedono l’ora di incontrarsi per darsele di santa ragione.  

L’ultima volta di Juventus-Torino risale al 7 marzo 2009. Allora finì 1 a 0 per i bianconeri, gol di Chiellini all’80°. Pochi i protagonisti di quella partita che avranno la possibilità di rinnovare la sfida domani sera. Tra gli juventini, Chiellini, Giovinco, Marchisio e Buffon. Tra i granata, Ogbonna e Bianchi, che però nel 2009 rimasero in panchina per tutta la gara. Anche gli allenatori non sono più gli stessi. Novellino e Ranieri hanno lasciato il posto rispettivamente a Ventura e a Conte (con Alessio e Carrera portavoce in attesa del rientro effettivo dell’ex centrocampista bianconero).

Sembra passato un secolo, e invece sono trascorsi “soltanto” 44 mesi. Periodo durante il quale la Juventus ha provato il brivido della Serie B per poi tornare in tempi rapidissimi a fare la voce grossa in Italia e in Europa, e il Torino ha navigato a vista nel campionato cadetto in attesa di fare il grande salto che ha preso forma, pur tra mille affanni, la scorsa stagione.

Amarcord, gioie e dolori da entrambe le parti. Se i tifosi della Signora ricordano con sommo piacere i roboanti cappotti inflitti alla squadra avversaria in occasione di due derby che sono stati giocati allo Stadio delle Alpi (il 4 a 0 del novembre 2002, reti di Del Piero, Di Vaio, Nedved e Davids, e il 5 a 0 del dicembre 1995, con tripletta di Vialli e gol di Ferrara e Ravanelli), i sostenitori di fede granata non potranno mai dimenticarsi di quanto avvenne il 27 marzo del 1983. Juve avanti di due reti, grazie ai centri di Rossi e Platini, rimontata e superata con tre reti in 7 minuti firmati, nell’ordine, da Dossena, Bonesso e Torrisi. Bianconeri a terra in cerca di ossigeno, granata in cielo ad applaudire al miracolo.  

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