Calcio

Calciomercato e Fair Play Finanziario: ecco perché il Milan spende più di tutti

Paquetà e Piatek per rinforzare la rosa di Gattuso nella corsa Champions. L'Uefa vigila, ma i rossoneri non hanno vincoli sui saldi di mercato

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Giovanni Capuano

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Con l'arrivo di Piatek al posto di Higuain, preceduto dall'acquisto di Paquetà sul mercato brasiliano, il Milan è diventata la squadra ad aver investito maggiormente in Europa a metà della sessione invernale del calciomercato 2019. In tutto una settantina di milioni che potranno crescere con i bonus; soldi messi su due operazioni concluse senza la formula del prestito ma con un passaggio definitivo dei giocatori in rossonero.

Non male per un club sotto sanzione Uefa per lo sforamento dei parametri del Fair Play Finanziario, per quanto in attesa di un pronunciamento da parte del Tas di Losanna sul ricorso per rendere meno afflittive le imposizioni di raggiungere l'equilibrio di bilancio entro il 2021 pagando nel frattempo una multa da 12 milioni di euro e partendo da condizioni economiche di grave sofferenza. 

La domanda che molti si pongono in questo momento è come sia possibile per il Milan fare ingenti investimenti di mercato pur partendo da una situazione di sanzione. La risposta è nascosta nelle pieghe del verdetto dello scorso dicembre, peraltro noto solo attraverso uno stringato comunicato stampa dell'Uefa e mai chiarito nei suoi contorni.

Nessun vincolo intermedio per il Milan

Il primo passo è che, a quanto si sa, al Milan non è stato dato alcun vincolo temporaneo nei saldi di mercato o nei costi aggregati di ingaggi e ammortamenti. Non ha firmato un settlement agreement come Roma e Inter nel 2015 e dalla Camera Giudicante dell'Uefa si è vista consegnare solo l'obiettivo finale dell'equilibrio di bilancio al 30 giugno 2021, ovvero di aver fatto registrare nel triennio precedente (cominciato il 1° luglio 2018) un passivo complessivo massimo di 30 milioni di euro.

Questo consente maggiore libertà di movimento sul mercato, anche se è chiaro che una società che ha chiuso gli ultimi due esercizi con 199 milioni di euro di rosso ha davanti a sè una montagna da scalare per trasformarsi in club che non brucia soldi ma lavora in modo virtuoso.

E' vero che il bilancio 2017-2018 con il passivo di 126 milioni ha scaricato parte degli effetti negativi in anticipo e, in questo momento, non fa parte né del periodo sanzionato né di quello oggetto del monitoraggio, però oggi il Milan continua a essere un'entità che costa troppo per i ricavi che genera.

Il risparmio di Higuain reinvestito

Nell'immediato il Milan ha anche un beneficio sul bilancio perché l'addio a Higuain prima della fine della stagione consente un saldo complessivo, tenendo conto delle due operazioni in entrata, di oltre 6 milioni di euro.

Higuain sarebbe costato fino al 30 giugno 2019 altri 17,5 milioni tra seconda parte del prestito (9) e ingaggio lordo (8,5). E al 2021 il suo peso totale sarebbe arrivato a 89,5 milioni considerando scontato il riscatto in estate dalla Juventus alla cifra pattuita di 36.

Paquetà e Piatek insieme peseranno su questo bilancio per non più di 11 milioni di euro con un risparmio di 6,4 che diventerà di 33 nelle due stagioni successive. Si tratta ovviamente di stime perché è impossibile oggi sapere quanto durerà la loro avventura in rossonero, se scatteranno i bonus (particolarmente ricchi soprattutto per il brasiliano) e se ci saranno aumenti di stipendio.

Con le cifre attuali, Paquetà 'vale' dal punto di vista bilancistico 3,8 milioni di ammortamento semestrale (19,5 in due anni e mezzo) e 1,7 lordi di ingaggio tra gennaio e giugno, ovvero 8,5 fino al giugno 2021. 

Piatek è stato strappato più o meno alle stesse condizioni al Genoa generando un peso immediato di 5,6 milioni di euro e uno a regime di 28,5 contro i 28 del brasiliano. Con questi conti in meno il Milan non ha difficoltà a convincere l'Uefa della bontà dell'operazione fatta. E' il trionfo dell'impostazione di Gazidis, chiamato da Elliott proprio per mettere ordine ai conti. Il resto lo farà il campo: se Gattuso arriverà in Champions grazie ai loro gol la salita sarà alle spalle, altrimenti a giugno servirà molta fantasia per far quadrare il tutto.

Sempre aspettando il pronunciamento del Tas di Losanna e le eventuali decisioni sul passivo da -126 milioni di euro che l'Uefa si troverà ad analizzare pur nella consapevolezza che si tratta di un'eredità del passato cinese di Casa Milan.

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