Calcio

Buffon, errori e polemiche: ecco perché il Var va salvato

Critiche dopo l'utilizzo a Marassi e all'Olimpico. Perdere l'occasione sarebbe un peccato: gli arbitri spieghino come funziona

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Giovanni Capuano

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Eravamo stati facili profeti dopo la prima giornata scrivendo che il Var, pur positivo al debutto, non avrebbe eliminato tutte le polemiche. La seconda di campionato ha confermato che ci si dovrà rassegnare alle discussioni; non da bar sport, ma anche tra gli addetti ai lavori perché l'impatto della tecnologia è troppo forte per essere ignorato. Anche nei suoi lati oscuri.

A Marassi, Benevento e all'Olimpico di Roma sono emerse parte delle criticità di una rivoluzione che porta il calcio nel futuro e che va difesa. Ma tra errori gravi (fuorigioco non visto di Galabinov), omissioni (Skriniar su Perotti nemmeno rivisto) e tempi biblici per decidere (Benevento) ce n'è stato abbastanza per mettere a tacere gli entusiasti della prima ora.

 

Lo sfogo di Buffon: "Così non è calcio"

Nell'elenco dei sostenitori del Var non c'è certamente Buffon e lo ha spiegato senza troppi giri di parole dopo il secondo rigore contro (e uno a favore) fischiato con l'ausilio della televisione. Così non è calcio, una partita va diretta in campo e non alla tv e bisogna liberare gli arbitri dal 'mostro' ha detto il numero uno della nazionale.

Non è l'unico a pensarla in questo modo e sarebbe un errore liquidare la cosa con la facile battuta che non ama la moviola perché penalizza la Juventus come in passato non accadeva. Il punto centrale, condivisibile, è che il Var deve essere utilizzato come da protocollo, con parsimonia e senza snaturare il fluire del gioco del calcio e, se possibile, con una rigorosa uniformità di attivazione e giudizio.

Come salvare il Var dalle polemiche

Alcuni dei temi sollevati da Buffon sono degni di approfondimento. Che serva un periodo di rodaggio è chiaro a tutti ed entro questo periodo bisogna aspettarsi e accettare anche errori e incrongruenze. Ad esempio, non si capisce perché a Marassi (ma vale anche per gli episodi della prima giornata) il Var segnali possibili irregolarità e all'Olimpico Orsato non mandi Irrati a rivedere il contatto Skriniar-Perotti che poteva sfociare nel rigore.

Si dirà: Orsato applica alla perfezione il protocollo e, in assenza di un chiaro ed evidente errore, non attiva il supporto televisivo. Perfetto. Però gli arbitri e i loro responsabili devono fare uno sforzo in più e accettare il confronto per spiegarsi e chiarire. E' l'unica via per salvare il Var dalla guerra delle parole.

I tifosi hanno l'idea e l'aspettativa che il giudizio davanti alla moviola debba essere per forza asettico e impeccabile. Con l'aggravante che l'errore diventa meno giustificabile. Comprensibile ma sbagliato. Il Var non cancellerà tutti gli errori e non può sostituirsi all'elemento umano dell'arbitro in campo e di quelli in regia. Più in fretta lo si capirà, più speranze ci sono che il futuro non venga affossato da errori e polemiche. 

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