Calcio

Il futuro di Antonio Conte: ecco dove va (e dove no)

E' l'allenatore più richiesto in Italia, scarta la Roma e tiene aperte le porte all'Inter e a un clamoroso ritorno alla Juve

antonio conte squadra dove va juventus inter roma

Giovanni Capuano

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La data del suo esonero è ormai lontana nel tempo: 13 luglio 2018. Da quel giorno Antonio Conte si è virtualmente seduto sulle panchine di mezza Europa anche se, nella realtà, non si è mai allontanato da casa sua. E' l'allenatore più ricercato d'Italia ed è sul taccuino di alcune big del Vecchio Continente. L'avventura al Chelsea è alle spalle (presto lo sarà anche il contenzioso sul suo tormentato addio), ma le riserve su dove allenerà l'ex tecnico della Juventus, ct dell'Italia e condottiero del Blues non sono ancora state sciolte.

Dove va Antonio Conte? Quale progetto lo conquisterà con soldi e idee di vittoria? Quando arriverà la risposta che in tanti attendono. Parola dopo parola, telefonata o incontro, il puzzle si sta componendo. Per il momento è un puzzle ad esclusione, nel senso che è più semplice mettere in fila le squadre che non riceveranno il fatidico sì pur avendolo sognato e cercato. Ma a breve dovrà compiersi anche l'ultimo passo, quello di dare un nome al club dal quale Conte possa ripartire.

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– Credits: EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

La lista dei no di Antonio Conte

L'elenco di chi si è sentito rispondere 'no grazie' da Antonio Conte inizia con il nome più prestigioso, quello del Real Madrid. Perez ha pensato a lui dopo il naufragio di Valverde e prima di convincere Zidane a tornare in sella, ma il tecnico leccese ha preferito declinare. Il motivo? Prendere un progetto in corsa non gli è mai piaciuto e l'approdo nello spogliatoio non sarebbe stato semplice, come testimoniato dalle parole di Sergio Ramos nelle ore calde dell'ipotesi-Conte.

Poi c'è la Roma che a lungo lo ha corteggiato: incontri, telefonate e l'endorsement di Totti. Tutto cancellato dal 'no' di Conte nell'intervista alla Gazzetta dello Sport nella quale ha spiegato di essere affascinato dalla Capitale, ma anche consapevole che al momento non esistano le condizioni giusto. Non c'è, per essere chiari, la possibilità di mettere in campo un progetto subito vincente che è la benzina per l'ex ct della nazionale.

Non è stato un no, ma per ora è un'ipotesi lontana, quella del Manchester United. A lungo è stata ritenuta l'approdo preferito e raggiungibile, viste le difficoltà di Mourinho e i grandi mezzi del club. Poi Solskjaer è partito alla grande e si è guadagnato conferma e rinnovo fino al 2022 salvo calare alla distanza rimettendo tutto in gioco. E' ancora una panchina disponibile? Forse. E il tempo potrebbe giocare a favore. Di sicuro è l'unica in Premier League togliendo il City di Guardiola, il Liverpool di Klopp e l'Arsenal che rappresenterebbe oggi un passo indietro.

Le ipotesi italiane per Conte

L'ipotesi maggioritaria (60% per usare le sue parole) è che torni in Italia. In pole c'è l'Inter di Marotta che tra accelerate e frenate si è iscritta alla gara sin da dicembre, mese dell'insediamento del nuovo capo dell'area sportiva. Il progetto di Suning è potenzialmente vincente, ma i tempi si sono allungati fin quasi a far sorgere il dubbio sulla presenza di un doppio approccio interno alla società tra chi si terrebbe Spalletti e chi vorrebbe cambiare. Con sullo sfondo sempre l'ombra di Mourinho.

Conte piace da sempre al Milan, ma in questo caso il rischio è che i limiti del momento storico del club rossonero incidano nella possibilità di offrire all'allenatore quello che vuole in termini di ingaggio e investimenti per rafforzare la squadra.

Alla Juventus è tutto congelato in attesa di capire il futuro di Allegri, confermato da Agnelli ma ancora con un contratto che scade troppo presto (2020) e che non è stato supportato dal vertice per disegnare i programmi futuri. Dice Conte che "i matrimoni devono essere da ambedue le parti" e che "un domani non si sa mai". Formula generica per significare che con Torino i rapporti sono stati ricuciti e una chiamata non lascerebbe insensibili. Anzi. Ma anche che il divorzio da Allegri al momento è poco più di un'ipotesi da voce raccolta nei corridoi.

Le ipotesi straniere per Conte

Escluse soluzioni esotiche, ricchissime ma prive di qualsiasi appeal sportivo. I club che si possono permettere Conte con i suoi oltre 11 milioni di euro di ingaggio a stagione sono pochi e, tolte le panchine consolidate, la lista è ristretta a un paio di opzioni. Nulla di più.

Del Manchester United si è detto prima, resta da guardare in Francia o Germania. Al Paris Saint-German la situazione di Tuchel si è complicata in un finale di stagione deludente malgrado il solito titolo nazionale. Cosa fanno gli emiri? E sul Psg ha lavorato forte anche Mourinho che sta cercando una sistemazione all'altezza del suo palmares.

Il Bayern Monaco, dopo tante difficoltà, è a un passo dalla conferma della vittoria nella Bundesliga e ufficialmente non ha intenzione di cambiare Kovac. Qualche punto percentuale resiste, ma la sensazione è che la partita si giochi tutta in Italia.

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