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Agnelli deferito per rapporti con i boss: "Inaccettabile, nome Juventus infangato"

Attacco del presidente dopo il provvedimento. "Nessun passo indietro" e John Elkann lo conferma alla guida della società

Il deferimento di Andrea Agnelli e di un gruppo di dirigenti della Juventus nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti tra il club, i capi ultras e un infiltrato della 'ndrangheta per la gestione dei biglietti e del bagarinaggio, riaccende lo scontro con la Figc. L'atto, atteso nella forma e non nella sostanza, è stato notificato pochi giorni dopo l'audizione del legale del club davanti all'Antimafia per smentire le parole del procuratore Pecoraro che aveva parlato apertamente di "rapporti con i boss" da parte nel numero uno della Juventus.

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A scatenare la rabbia di Agnelli, però, non è stato il deferimento in sè ma la ragione per cui la giustizia sportiva vuole processarlo. La Procura della Federcalcio non contesta, infatti, irregolarità nella vendita dei biglietti (che per le norme attuali non possono essere ceduti oltre il numero di 4 per nominativo, cosa che veniva aggirata dalla Juventus), ma punta dritto alla presunta "collaborazione" tra i vertici della società e la criminalità organizzata.

 

"Accusa inaccettabile, nome della Juventus infangato"

"Tutto ciò è inaccettabile e frutto di una lettura parziale e preconcetta nei confronti della Juventus e non rispondente a logiche di giustizia" ha attaccato Agnelli, contestando alla radice il contenuto del dispositivo della Procura e ribadendo la propria disponbilità a intervenire davanti all'Antimafia come già l'avvocato Chiappero, legale del club.

Una presa di posizione molto più articolata rispetto al tweet con cui aveva smentito i rapporti con i boss mafiosi nel giorno dell'audizione del procuratore Pecoraro: "Mi difenderò, difenderò i nostri collaboratori e soprattutto difenderò il buon nome della Juventus che per troppe volte è già stato infangato o sottoposto a curiosi procedimenti sperimentali da parte della giustizia sportiva". Riferimento alle tante controversie ancora aperte sull'asse Torino-Roma.

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Il messaggio interno: "Nessun passo indietro dalla Juventus"

La linea difensiva è quella già seguita dall'avvocato della società: i personaggi incontrati erano a piede libero e senza restrizioni, la Juventus come tutti incontra i propri gruppi di tifosi e non può sostituirsi al lavoro delle forze dell'ordine che, tra l'altro, hanno sempre seguito i movimenti del club anche negli anni oggetto dell'inchiesta. Senza mai segnalare nulla.

L'ultimo passaggio dello sfogo di Agnelli, però, è forse il più importante ed è diretto dentro il mondo Juve. Da settimane si parla di un possibile avvicendamento alla guida della società, di un'uscita più o meno spontanea di Agnelli. Ecco la risposta: "Mi spiace deludervi, ma questo gruppo dirigente ha intenzione di continuare a far crescere la Juve ancora per parecchio tempo". Parole chiare per sgomberare il cielo dalle nubi, raccolte immediatamente da John Elkann azionista di maggioranza: "Desidero ribadire la mia totale fiducia nell'operato di mio cugino Andrea, che ha guidato la società e il suo gruppo dirigente fino ad oggi e che continuerà a farlo anche in futuro".

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