Brasile 2014, un mese dopo: chi ride e chi piange
Brasile 2014, un mese dopo: chi ride e chi piange
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Brasile 2014, un mese dopo: chi ride e chi piange

Ridono i brand globali, in primis Visa e Adidas che vedono crescere il loro business durante e dopo la manifestazione. Sorride la Fifa, che impermeabile a ogni scandalo assiste a un’impennata dei suoi ricavi (e del suo potere d’influenza). …Leggi tutto

Il pallone ufficiale della finale (credits: Getty)

Ridono i brand globali, in primis Visa e Adidas che vedono crescere il loro business durante e dopo la manifestazione. Sorride la Fifa, che impermeabile a ogni scandalo assiste a un’impennata dei suoi ricavi (e del suo potere d’influenza). Digrigna i denti la Nike, che ha puntato sui campioni sbagliati, a partire dalla nazionale di casa. Piangono gli organizzatori, che avevano sottostimato i costi e sovrastimato le ricadute, e con loro buona parte degli sponsor locali. A quasi un mese dalla conclusione dei mondiali di calcio brasiliani, è tempo di bilanci: e non tutto è andato come previsto per chi ha deciso di convogliare investimenti su Rio2014.

Sul risultato dell’eterno derby fra Adidas e Nike, risoltosi nettamente a favore del brand tedesco, abbiamo già scritto qualche settimana fa. Interessanti appaiono anche le rilevazioni di Visa, che ha appena pubblicato le statistiche relative alla spesa effettuata in Brasile con le sue carte di credito durante l’evento: 279 milioni di euro, con un incremento medio del 143 per cento rispetto allo stesso periodo del 2013 e punte di crescita del 600 per cento in alcune città. L’ammontare di transato su carte Visa in Brasile tra il 12 giugno e il 13 luglio supera la spesa del 2010 in Sudafrica, che ammontava a 190 milioni di euro.

Di più, molto di più, ha speso il comitato organizzatore, in quella che si è rivelata l’edizione più cara di tutti i tempi. E che, come aveva anticipato anche Panorama.it, non ha prodotto nè produrrà analoghi ritorni economici su popolazione, infrastrutture e aziende locali. A confermarlo è uno studio del’Istituto Bruno Leoni (qui è possibile scaricare il documento completo) che mette in fila le criticità che, ormai da anni, gli economisti denunciano con riguardo alla gestione di Olimpiadi e Mondiali: “esborsi fuori controllo, impianti carissimi e senza alcuna possibilità di utilizzo duraturo (vedere la tabella qui in basso-ndr), scarse sinergie tra le esigenze della manifestazione e quelle del paese ospitante.

C’è da augurarsi, conclude lo studio, “che la vittoria della Germania faccia scuola: insegnando una maggior disciplina non solo tattica, ma soprattutto finanziaria”. A partire dalla prossima edizione, Russia2018, che già si preannuncia onerosa e complessa. Il passaggio di consegne è avvenuto nel corso della finalissima al Maracanà, con la stretta di mano fra Dilma Rousseff e Vladimir Putin, sotto gli occhi compiaciuti di Joseph Blatter. Per come si stanno mettendo le cose è probabile che allora sarà ancora lui il “padre padrone” del calcio mondiale. E, come dimostrato anche dalla ultima edizione, a guadagnarci dalla Coppa del Mondo è soprattutto la Fifa.

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