Balotelli è un caso: addio al Milan vicino
Balotelli è un caso: addio al Milan vicino
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Balotelli è un caso: addio al Milan vicino

Fuori a Barcellona e attaccato da Allegri: "E' sempre stato riserva". Ecco perché a giugno lascerà Milanello... - Balo su Facebook esalta Mourinho - Galliani-Barbara: gelo al Camp Nou

Non bastava la crisi tecnica e di risultati della squadra e il caos societario per il duello tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani. Ad agitare le notti del Milan c'è anche la vicenda di Mario Balotelli che ora è ufficialmente un caso per club e allenatore e che torna dalla trasferta di Barcellona in Champions con la certezza di non essere più il centro di gravità del Milan. Tenuto in panchina a lungo mentre i compagni tentavano di resistere a Messi e soci, attaccato da Allegri, scaricato dai compagni e ora ufficialmente sul mercato. Il suo addio a Milanello si avvicina, anche se non è semplice immaginare il divorzio a gennaio.

Balotelli è rimasto imbucato in panchina per 45 lunghissimi minuti. Scelta tecnica questa volta; niente infortunio o altro. Allegri ha pensato che non servisse il suo apporto e che Robinho funzionasse meglio come spalla di Kakà in un modulo attendista che puntava a contenere il Barcellona, recuperare il pallone e tentare la ripartenza veloce. Bocciatura completa e rivendicata con parole brucianti a fine partita: "Balotelli prima di venire al Milan, era una riserva, sia all'Inter che al Manchester City; per la prima volta gioca titolare in una grande squadra".

Quando è entrato Supermario ci ha provato ma non ha fatto la differenza. Non è più un fattore positivo per il Milan come accaduto lo scorso inverno. Basta leggere i suoi numeri per rendersi conto dell'involuzione: 7 presenze e 3 gol in campionato, dove ha collezionato 6 ammonizioni e un cartellino rosso, 4 gettoni e una rete in Champions League . Di fatto è stato decisivo solo a Torino e Amsterdam, regalando il pareggio su dischetto ai rossoneri. Per il resto buio pesto condito da 4 giornate di squalifica nelle prime 12 giornate di campionato. Un anno fa nei primi tre mesi da giocatore del Milan aveva trascinato la squadra: 8 presenze e 7 gol che avevano fruttato 9 dei 18 punti conquistati con lui in campo. Ora siamo scesi a 1.

Cosa accade adesso? Ufficialmente non è sul mercato. Galliani continua a definirlo "incedibilissimo" e Raiola ha iniziato le manovre di disturbo che, però, si inseriscono nel contesto più generale di cambiamento interno alla società. Difficile che Balotelli parta a gennaio, ma in caso di probabile mancata qualificazione alla Champions League alla fine della stagione il Milan sarà costretto almeno a una cessione importante in estate. Il bilancio è stato rimesso in equilibrio con immane sforzo da parte di Galliani, però il presupposto è che entrino i soldi dell'Uefa. Altrimenti bisogna vendere o chiedere alla proprietà di coprire perdite per 40-50 milioni di euro. Impensabile.

La storia di Balotelli al Milan è, dunque, vicina al capolinea. Il giocatore continua a essere considerato un potenziale fuoriclasse anche se gli estimatori cominciano a diminuire anche tra i top team europei. Raiola ha parlato del Chelsea di Mourinho e sicuramente sonderà il terreno anche in Francia. Il Mondiale potrebbe far decollare le quotazione di Supermario oppure deprimerle ulteriormente. Quello che conta oggi è che per la prima volta e molto in fretta, il ruolo di Balotelli nel Milan è cambiato. I compagni osservano e non solidarizzano: "Può fare di più" ha detto Montolivo nel ventre del Camp Nou. 

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