Basket: procuratore federale ultrà? Risponde Petrucci

Il presidente della Fip interviene sull'episodio che sta ulteriormente infiammando la semifinale playoff tra Cimberio Varese e Montepaschi Siena 

Gianni Petrucci scherza con Dino Meneghin, che l'ha preceduto nel ruolo di presidente nazionale della Federazione italiana pallacanestro. (Credits: Ansa)

Paolo Corio

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È da sempre una delle regole non scritte dei playoff di basket: più si allungano le serie, più si accendono le polemiche. Ma mentre la semifinale tra Cantù e Roma (giunta alla settima gara dopo che i capitolini hanno impattato vincendo per 74-69 in Brianza) s'è limitata a qualche polemica sponda Acea sulle decisioni arbitrali in gara 4, quella tra Varese e Siena è ormai una lotta senza esclusioni di colpi fuori e dentro il campo. Se è di ieri la battaglia a suon di ricorsi e contro-ricorsi per la squalifica di Hackett e Brown poi tramutata in "deplorazione" dalla giustizia federale (che in precedenza aveva multato i due giocatori senza accorgersi che avevano già avuto una sanzione in precedenza), va detto che l'atmosfera s'era già ampiamente surriscaldata lunedì sera dopo gara 4, quando alle proteste lombarde per un decisivo fallo fischiato contro negli ultimi secondi ha fatto seguito un sms inviato dal presidente della Cimberio, Cecco Vescovi, in cui si affermava che il procuratore federale Roberto Alabiso (lo stesso che ha di recente condotto e un archiviato un'inchiesta sulla querelle tra Milano e Siena riguardo alcuni presunti favoritismi arbitrali) era stato visto esultare come un ultrà fuori dagli spogliatoi della Montepaschi. Destinatari del messaggio via cellulare: il giornalista del Corriere della Sera Flavio Vanetti e il presidente della Federazione Gianni Petrucci. Il primo ha pubblicato poche ma velenose righe sul suo quotidiano, chiuse con un significativo "La credibilità del campionato e del movimento rischiano molto di fronte a certi comportamenti" e subito amplificate dal tam-tam del Web; il secondo, raggiunto telefonicamente da Panorama.it, accetta di parlare della vicenda alla vigilia di gara 6 (in programma questa sera a Siena) e di un altrettanto delicato consiglio federale.

Presidente, ci conferma di aver ricevuto un sms dal "numero 1" di Varese facente riferimento all'esultanza del procuratore Alabiso?
"Sì, l'ho ricevuto, ma non ho ovviamente risposto. A tutti i dirigenti di qualsiasi sport ho sempre detto e continuerò a dire che i risultati del campo sono sacrosanti e come tali vanno rispettati. Tra l'altro, in questi playoff quasi tutte le serie stanno arrivando all'ultima partita, a riprova di sfide aperte a ogni risultato e lontane da qualsiasi condizionamento".

Oltre che sui risultati del campo, l'episodio fa però anche mormorare riguardo le precedenti inchieste condotte dalla procura federale, proprio con il club senese tra i soggetti sotto esame...
"Ma non scherziamo! La Federazione ha uno spessore così alto che non può nemmeno accettare insinuazioni del genere. Certamente però questa vicenda non mi ha entusiasmato...".

Pare che il procuratore Alabiso voglia querelare Flavio Vanetti e il Corriere per il trafiletto in oggetto: la posizione della Fip in proposito?
"Da libero cittadino, il dottor Alabiso può fare quello che ritiene più opportuno, ma a questo proposito voglio essere chiaro: la Federazione non vuole entrarci, non è nemmeno da prendere lontanamente in considerazione l'ipotesi che la Fip quereli un giornalista e la sua testata per questo fatto".

Cosa vuole dire agli appassionati in vista delle ultime, decisive partite di semifinale e poi delle finali?
"Che la Federazione accerterà tutto quello che c'è da accertare, ma che alla fine è sempre e solo il valore delle squadre a fare la differenza sul parquet. Questo episodio non può e non deve assolutamente togliere serenità al Campionato e al nostro movimento".

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